I riflettori si accendono sul ring. Giù gli accappatoi e la paura, su i guantoni e la rabbia. È ora di combattere. Per qualunque causa sia utile farlo, su quel quadrato dove è passata nell’immaginario di tutto il mondo la storia del popolo a stelle e strisce, e anche quella del cinema. Lottare per un sogno, certo. Per una seconda possibilità, ovvio. Per una vita migliore, quindi. Per un pugno di soldi, a volte. Per la donna che ami, soprattutto. Perché sia fatta giustizia, in un mondo che, visto attraverso quelle corde, sembra inguaribilmente ingiusto. La boxe si riconferma ancora una volta lo sport più cinematografico di tutti i tempi, diventando metafora di riscatti assortiti, e perché no anche glam, essendo ormai codificato nella storia dei palmarès come soggetto acchiappa-Oscar. Sembra appena l’altroieri che Mickey Rourke faceva il Wrestler nei suoi pantaloncini Everlast, ed ecco un’altra storia di ring che mette ko la critica d’oltreoceano: The Fighter, diretto da David O. Russell (lanciato dal bel Three Kings e poi un po’ smarritosi per strada), starring una coppia di combattenti veri come Mark Wahlberg e Christian Bale. Il film-outsider della stagione, capace di mettere i bastoni tra le ruote ai vari Inception e The Social Network nel fare incetta di recensioni entusiastiche e premi che pesano, fino ai prossimi Academy Award.
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Mark Wahlberg (39 anni, a sinistra) si allena con Christian Bale (37) sul set di The Fighter
Ancora Wahlberg e Bale faccia a faccia
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