Il cinema The Space Moderno è stato oggi teatro dell’incontro volto ad indagare l’ultimo film di Shane Black, ibrido di generi e di toni, accolto con entusiasmo al Festival di Cannes 2016. Protagonisti assoluti della conferenza stampa sono stati Russell Crowe e Ryan Gosling, entrambi comicamente predisposti a spiegare come hanno vissuto il set di The Nice Guys.
Il film ruota intorno ad una bizzarra, ma funzionante coppia. Per interpretare i due detective sui generis che si ritrovano a lavorare alla risoluzione dello stesso caso, e quindi uno affianco all’altro, vi siete ispirati ad altre coppie celebri del cinema?
Ryan Gosling: «In verità non abbiamo preso a modello nessuna coppia. Shane ha portato a termine un ottimo lavoro di scrittura di due personaggi originali e controversi, quindi ci siamo misurati direttamente con lo script ed è stato estremamente difficile rendere sullo schermo la perfezione che caratterizzava i due personaggi già sulla carta».
Russell Crowe: «Sia io sia Ryan siamo cinefili e cineasti quindi conosciamo le coppie famose che hanno fatto spettacolo al cinema ma, appunto, non abbiamo cercato di imitare altri, solo di rimanere fedeli alla sceneggiatura».
Come vi siete trovati a lavorare insieme, per altro su un film improntato verso la commedia? Avete trovato più o meno difficoltà rispetto a girare un film drammatico?
Russell Crowe: «La commedia presenta le stesse difficoltà del dramma, non bisogna pensare che il film comico sia più semplice da girare! Sul set mi ha colpito la concentrazione e la serietà che ha dimostrato Ryan nell’interpretare un personaggio con una forte vena comica. Ci siamo scambiati spesso pareri e opinioni, direi che mi sono trovato molto bene a lavorare accanto a lui. Comunque anche nei film drammatici per eccellenza è possibile trovare una parte comica: prendete ad esempio Il Gladiatore, nella scena in cui decapito il mio avversario nell’arena, uso due spade… beh, ne bastava una!»
Ryan Gosling: «Io credo che sia molto stimolante recitare in film comici e poi si vede subito se funziona, se una battuta va cambiata o meno, invece il dramma può essere funzionante per te che ci sei dentro, ma poi devi vedere se trovi riscontro nel pubblico».
Cosa pensate delle formule remake e sequel, visto che ultimamente sembra che Hollywood investa soprattutto in esse?
Ryan Gosling: «Per quanto riguarda questo film, si basa su soggetto e personaggi originali, ma se diamo uno sguardo alle altre produzioni in atto, molti puntano sul sequel. Presto inizierò le riprese di Blade Runner 2, di cui non posso dire nulla, altrimenti un cecchino sarà pronto a spararmi! Devo dire che personalmente amo sia i sequel sia i remake perché offrono la possibilità di vedere come si evolvono i personaggi».
Russell Crowe: «Si tratta di una questione di “ambienti”: appena si viene a sapere che si farà il remake di un film, questo genera subbuglio, mentre nel teatro ogni anno diverse compagnie propongono le stesse opere. Quante volte abbiamo visto l’Amleto? E nessuno ci fa caso! Gli Studios oggigiorno investono in storie che il pubblico già conosce, non per forza remake. Piuttosto che fossilizzarsi sull’originalità o meno del film, si deve puntare l’attenzione su dove il personaggio vuole arrivare, come in A Beautiful Mind!»
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