The Sandman 2, lo avete riconosciuto? In un episodio c’è anche il più odiato attore del Trono di Spade
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The Sandman 2, lo avete riconosciuto? In un episodio c’è anche il più odiato attore del Trono di Spade

Nella nuova stagione della serie Netflix compare un volto che ha segnato l’immaginario televisivo di milioni di spettatori

The Sandman 2, lo avete riconosciuto? In un episodio c’è anche il più odiato attore del Trono di Spade

Nella nuova stagione della serie Netflix compare un volto che ha segnato l’immaginario televisivo di milioni di spettatori

La seconda stagione di The Sandman, disponibile su Netflix dal 3 luglio, riporta sullo schermo l’universo onirico e visionario tratto dai fumetti di Neil Gaiman. Tra nuovi personaggi, intrighi divini e incursioni nel regno di Faerie, c’è anche un’apparizione che ha colto di sorpresa molti spettatori: Jack Gleeson, l’attore diventato celebre per aver interpretato l’odiatissimo Joffrey Baratheon in Game of Thrones.

Dopo anni lontano dalle produzioni mainstream, Gleeson torna con un ruolo inedito e intrigante, decisamente distante dal sadico sovrano che lo ha reso famoso (e universalmente detestato). In The Sandman 2, interpreta infatti Puck, descritto ufficialmente come un “hobgoblin malevolo” e giullare di corte presso il re Auberon del regno delle fate. Il personaggio, ispirato al Puck shakespeariano del Sogno di una notte di mezza estate, è affascinato dai mortali e ama prendersi gioco di loro, trasformandoli spesso in vittime dei suoi giochi perversi. Un ruolo perfetto per un attore che ha già saputo interpretare la crudeltà con una nota di ironia.

Il Puck di The Sandman non è però una copia di quello letterario o fumettistico. Come ha dichiarato lo showrunner Allan Heinberg, il personaggio è stato scritto su misura per Gleeson: «Gli dà profondità, sensualità, malizia, psicologia e cuore. È molto diverso dal Puck dei fumetti, ma anche da quello che avrei scritto per qualsiasi altro attore».

Dopo l’uscita da Game of Thrones nel 2014, Jack Gleeson aveva deciso di prendersi una lunga pausa dalla recitazione. In un’intervista all’University College di Dublino, ha spiegato di aver perso la passione per la recitazione quando è diventata una professione vera e propria: «Ho iniziato a recitare a otto anni e all’inizio era un gioco. Poi è diventato tutto più meccanico, meno spontaneo. Più una pressione che un piacere».

Negli anni successivi è riapparso solo in sporadiche produzioni teatrali e, recentemente, nella serie crime Safe Harbor, accanto ad Alfie Allen. Il ruolo in The Sandman segna dunque un ritorno di peso, carico di significato anche fuori dallo schermo.

Inserire Gleeson nel ruolo di Puck è una mossa astuta e coerente con lo spirito metanarrativo di The Sandman. La serie lavora da sempre con archetipi, sogni e paure: chi meglio dell’attore che ha impersonato l’incarnazione stessa dell’odio televisivo poteva interpretare un trickster delle fate, ammaliatore e manipolatore?

In poche parole, la sua presenza non è un semplice cameo nostalgico, ma una reinvenzione consapevole, che sfrutta il peso emotivo che il volto di Gleeson ancora esercita sul pubblico. Vederlo in una veste diversa — meno sadica, ma ugualmente disturbante — è straniante e affascinante allo stesso tempo.

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