The Story of a Mother: Quando la morte bussa alla tua porta
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The Story of a Mother: Quando la morte bussa alla tua porta

La fiaba di Hans Christian Andersen torna a vivere nel corto fantasy-horror diretto dai due giovani filmmaker Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale

The Story of a Mother: Quando la morte bussa alla tua porta

La fiaba di Hans Christian Andersen torna a vivere nel corto fantasy-horror diretto dai due giovani filmmaker Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale

Una madre veglia per tre giorni e tre notti il suo bambino gravemente ammalato, quando improvvisamente sente bussare alla sua porta. Senza che nemmeno se ne accorga la donna lascia entrare in casa colei che “va più veloce del vento e non riporta mai quello che ha preso”.
Inzia così il corto (17 minuti circa) The Story of a Mother, per il quale i giovani filmmakers Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale hanno tratto ispirazione dal racconto omonimo del 1847 di Hans Christian Andersen.
Un fantasy con venature horror per il quale i due autori hanno investito un budget di 20 mila euro e oltre un anno di lavoro.
Apprezzato già a festival internazionali come l’Hollywood Reel Independent Film Festival 2010 e il New York Horror Film Festival 2010 il corto mescola live action e animazione in computer grafica e dipinge atmosfere cariche di suspance e che possono ricordare alcuni tratti delle pellicole di Guillermo del Toro.

Qui potete vedere il cortometraggio e subito sotto leggere l’intervista ai registi che raccontano da dove nasce la loro passione per il cinema, curiosità e aneddoti della lavorazione di The Story of a Mother e i loro progetti passati e futuri.

Best Movie: Raccontateci di voi, cosa fate nella vita?

Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale: In questo momento lavoriamo presso una società di post produzione come montatori e coloristi. In più, sempre all’interno della stessa società, siamo responsabili del settore di produzione del reparto audiovisivi.

BM: Come siete arrivati al cinema?

ADV: Mi è sempre piaciuto il cinema, mi sono sempre divertito con la telecamera. Dopo la laurea in scienze della comunicazione (con una tesi su Star Wars oltretutto), ho frequentato una scuola di cinema e da lì è cominciato tutto…

IDN: E’ da sempre stata una mia grande passione, così ho frequentato anch’io una scuola, tutto è cominciato da lì…


I registi Ivano Di Natale e Alessandro De Vivo

BM: Avete girato altri corti, film, spot?

ADV e IDN: Sin dall’inizio abbiamo girato insieme. Il nostro primo cortometraggio, un thriller psicologico intitolato Il Momento Giusto entrò nelle selezioni ufficiali del Pesaro Horror Fest. Dopo, per il canale Current, abbiamo vinto un concorso della Warner Bros facendo il remake di una scena de La Sposa Cadavere. Il terzo corto è stato Pizza Express, una commedia che è entrata tra i finalisti di What’s in your City 2009. In più abbiamo realizzato vari commercial, l’ultimo per LiuJo.

BM: L’italia sembra aver accantonato il cinema di genere, ma nel mondo dei corti invece sono in tanti ad amarlo. Cosa ne pensate?

ADV e IDN: Avatar in Italia ha incassato 65 milioni, questa è la dimostrazione che al pubblico italiano piace il cinema di genere, il problema è che qui si preferisce importare da fuori un certo tipo di cinema. Le grosse produzioni in Italia forse non hanno il coraggio di puntare su qualcosa di nuovo, a parte rarissimi casi come Shadow di Zampaglione, ad esempio. Nel mondo dei corti e dell’indie, invece, c’è più libertà perchè non c’è la pressione degli incassi, anzi non ci sono incassi. La creatività in Italia non manca, ma non è supportata adeguatamente dal punto di vista economico… c’è poco da fare, per fare film ci vogliono soldi.

BM: The Story of a Mother è una commistione di più generi. Voi come lo inquadrate?

ADV e IDN: E’ un fantasy a tutti gli effetti, con una forte struttura drammatica: in fin dei conti parla di una madre che cerca suo figlio e fa di tutto pur di riaverlo, il tutto però è contestualizzato in un mondo fantastico. E’ questo quello che ci ha affascinato. Sicuramente ci sono delle venature horror legate alle atmosfere che comunque, però, sono legate ad una ambientazione fantasy. In effetti si potrebbe dire che è un Fantasy-Horror in un certo senso.


Un frame del film

BM: Come mai una fiaba di Hans Christian Andersen?

IDN: Casualmente ho letto la fiaba, mi è subito piaciuta, ho pensato che c’erano tutti i presupposti per poterne fare un corto e l’ho raccontata ad Alessandro.

ADV: In effetti è nato tutto per caso, la storia è sicuramente molto bella e riadattarla per un cortometraggio è stata una bella sfida.

BM: Qual è stato il budget del film?

ADV e IDN: Abbiamo speso circa 20.000 euro.

BM: In quanto tempo lo avete realizzato?

ADV e IDN: Tra preproduzione, produzione e post produzione poco più di un anno. Una delle fasi più impegnative e che è durata di più è stata sicuramente la postproduzione, in particolare la color correction.

L’attrice Angela De Matteo nei panni della protagonista

BM: In quanti ci avete lavorato?

ADV e IDN: Tra tutte le fasi di produzione circa trenta persone. Dobbiamo dire grazie a tutto lo staff, dalla troupe agli attori, sono stati veramente eccezionali.

BM: Il corto è già stato selezionato per vari festival anche internazionali. Quali sono stati i riscontri migliori?

ADV e IDN: All’Hollywood Reel Independent Film Festival 2010 e al New York Horror Film Festival 2010. Abbiamo conosciuto tantissimi giovani filmmaker come noi e personalità storiche del cinema che ci hanno fatto tantissimi complimenti e ci hanno spronato a seguire la strada che abbiamo imboccato. Con molti di loro siamo rimasti in contatto per possibili collaborazioni future. L’aspetto migliore dei festival è proprio quello di conoscere gente e confrontarsi con altre realtà e persone che condividono le stesse passioni. Sembra un luogo comune, ma Negli Stati Uniti ti rendi veramente conto che c’è la possibilità realizzare i propri progetti.

BM: Qualche aneddoto dal set?

ADV: Ce ne sono tanti. Abbiamo girato praticamente sempre in esterni, in zone difficili e in tempi strettissimi. Era piena estate, ciononostante è piovuto per quasi tutta la durata delle risprese. Il primo giorno, in particolare, è andato perso a causa di un vero e proprio nubifragio.

IDN: Ultima location: era in origine un lago che fino a tre giorni prima c’era, ma che si è prosciugato proprio l’ultimo giorno di riprese. Abbiamo dovuto cambiare location all’ultimo momento, ripiegando su un fiume che si trovava a 50 km di distanza.

BM: Quali sono i vostri punti di riferimento al cinema?

ADV: Tantissimi. Da Peter Jackson, Christopher Nolan, John Carpenter (Grosso Guaio a Chinatown è il mio film preferito). Ho apprezzato tantissimo District 9 di Neil Blomkamp, penso che sia un regista che in futuro stupirà ancora tantissimo.

IDN: Kubrick, Spielberg, adoro i film di Vittorio De Sica e i film di Totò. Ma i miei riferimenti sono così tanti che citarli sarebbe impossibile.


Uno dei personaggi che la protagonista incontra lungo il suo cammino
è il cavaliere interpretato da Nino Colella

BM: Il meglio del 2010 dall’Italia e dal mondo?

ADV: Sicuramente Inception. Tron Legacy dal punto di vista visivo è impressionante e The Social Network. Mi hanno divertito molto sia A-Team che The Expendables, non saranno film d’autore, ma i film d’azione old school mi sono sempre piaciuti.

IDN: Sherlock Holmes, Shutter Island, Precious e dall’Italia mi è piaciuto molto Figli Delle Stelle.

BM: Progetti in corso?

ADV e IDN: Attualmente una delle nostre attività primarie è quella di sponsorizzarci, tramite il nostro corto, ai vari festival. Abbiamo vari soggetti, ora stiamo scrivendo una sceneggiatura per un lungometraggio.

BM: Di cosa si tratta?

ADV: Si tratta di una storia che avevamo in mente da tempo, prima di The Story of a Mother. Inizialmente infatti volevamo trarne un corto, ma ci siamo resi conto che il soggetto era perfetto per un lungo. Volendo parlare di genere potremmo dire che si tratta di uno Sci Fi-Thriller. E’ una storia ambientata in un mondo post apocalittico, l’azione base del film è sempre la ricerca, il viaggio… anche attraverso il tempo.

BM: Dove vedreste un futuro da registi? In italia o all’estero?

ADV e IDN: L’importante non è tanto dove, ma ci rendiamo conto che all’estero le possibilità sono sicuramente maggiori che in Italia.

BM: Il vostro sogno?

ADV: Sicuramente realizzare un lungometraggio.

IDN: Lo stesso vale per me.

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