The Testaments, 3 cose da sapere sul sequel di The Handmaid's Tale
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The Testaments, 3 cose da sapere sul sequel di The Handmaid’s Tale

Il momento che i fan stavano aspettando è quasi arrivato: ecco trama, personaggi e ambientazione della nuova serie

The Testaments, 3 cose da sapere sul sequel di The Handmaid’s Tale

Il momento che i fan stavano aspettando è quasi arrivato: ecco trama, personaggi e ambientazione della nuova serie

la protagonista di the testaments

Da domani arriva su Disney+ The Testaments, la serie che ci riporterà dentro l’universo di The Handmaid’s Tale. Il nuovo progetto nasce dal romanzo sequel di Margaret Atwood, pubblicato nel 2019, e riprende il mondo di Gilead spostando l’attenzione su una generazione più giovane, cresciuta dentro le regole del regime e ormai quasi incapace di immaginare davvero ciò che c’era prima. Prima di iniziare a vederla, ecco tre cose da tenere a mente.

La trama della serie sequel

La prima cosa da sapere riguarda la trama e i personaggi. Al centro della storia ci sono Agnes Mackenzie e Daisy, due ragazze molto diverse tra loro: la prima è cresciuta dentro Gilead, è stata educata alla devozione e all’obbedienza e conosce solo il mondo costruito dal regime; la seconda arriva invece da oltre i confini, portando con sé una prospettiva inevitabilmente diversa su ciò che accade. Le due finiscono per muoversi nello spazio controllato della scuola di Zia Lydia, pensata per formare le future Mogli, un luogo in cui la disciplina viene imposta in nome della religione e della sottomissione.

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Proprio il legame tra Agnes e Daisy è l’elemento destinato a incrinare gli equilibri di questo sistema. A rendere ancora più forte il collegamento con la serie madre c’è il ritorno di Ann Dowd nei panni di Aunt Lydia, figura che continua a essere una presenza centrale anche in questo nuovo capitolo. Accanto a lei, il cast comprende tra gli altri Chase Infiniti, co-protagonista di Una battaglia dopo l’altra, nel ruolo di Agnes e Lucy Halliday in quello di Daisy.

Quando è ambientato The Testaments?

La seconda cosa da sapere è quando è ambientata la serie rispetto a The Handmaid’s Tale. Le informazioni disponibili la collocano circa quindici anni dopo gli eventi della storia precedente, in linea con l’impianto del romanzo di Atwood. Questo salto temporale pesa molto più di quanto sembri, perché consente alla serie di mettere a fuoco le conseguenze profonde del regime su chi non lo ha visto nascere, ma ci è nato dentro. Se in The Handmaid’s Tale il conflitto era segnato anche dal ricordo di un mondo precedente a Gilead, in The Testaments il punto di osservazione cambia: le ragazze protagoniste sono cresciute nell’indottrinamento, e proprio per questo il controllo esercitato su di loro assume una forma ancora più pervasiva.

immagine dalla serie the testaments

The Testaments arriva su Disney+ dall’8 aprile 2026

In questo senso il sequel non allarga soltanto la cronologia del racconto, ma ne sposta anche il centro emotivo e politico, mostrando che cosa significa diventare adulte in un universo dove la libertà è stata cancellata prima ancora di poterla conoscere davvero.

Cosa rende unica The Testaments

La terza cosa da sapere è forse quella che rende la serie più interessante: The Testaments cambia il modo in cui viene guardata Gilead. Il cuore del racconto non è più soltanto la resistenza di chi cerca di sopravvivere a un sistema oppressivo, ma il percorso di chi è stato cresciuto per considerarlo normale. È qui che il sequel trova la sua identità più precisa, perché conserva il legame diretto con The Handmaid’s Tale ma prova a raccontare il potere da un punto di vista nuovo, più vicino a una storia di formazione dentro una distopia teocratica. Anche per questo il progetto mantiene alcuni elementi di continuità molto forti, a partire da Bruce Miller, già figura chiave della serie madre, mentre tra i produttori esecutivi compare anche Elisabeth Moss.

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Il risultato, almeno sulla carta, è una serie che parla chiaramente ai fan di The Handmaid’s Tale, ma che cerca di farlo senza ripetere lo stesso schema, affidandosi a nuovi volti, a un’altra generazione e a un diverso equilibrio tra continuità e trasformazione.

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