The Vampire Diaries, la serie ha accuratamente nascosto il suo vero villain fin dalla prima stagione
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The Vampire Diaries, la serie ha accuratamente nascosto il suo vero villain fin dalla prima stagione

Ha cambiato lentamente faccia nel corso degli episodi, arrivando a incarnare una forma di antagonismo silenzioso, costruito nel tempo

The Vampire Diaries, la serie ha accuratamente nascosto il suo vero villain fin dalla prima stagione

Ha cambiato lentamente faccia nel corso degli episodi, arrivando a incarnare una forma di antagonismo silenzioso, costruito nel tempo

Nel corso delle sue otto stagioni, The Vampire Diaries ha costruito una galleria di antagonisti tra le più riconoscibili della serialità contemporanea. Dai vampiri originali alle minacce soprannaturali sempre più complesse, ogni stagione ha introdotto un nuovo nemico capace di ridefinire le regole del gioco. Eppure, a ben vedere, il vero villain della serie potrebbe non essere mai stato quello più evidente.

Tra i personaggi che attraversano l’intero arco narrativo, Alaric Saltzman occupa una posizione particolare. Quando viene introdotto nella prima stagione, appare come una figura rassicurante, quasi necessaria: un adulto consapevole della natura oscura di Mystic Falls, in grado di offrire un punto di vista più lucido rispetto a quello dei protagonisti più giovani. La sua missione è chiara e personale – trovare il vampiro responsabile della morte della moglie – e il suo approccio diretto lo rende immediatamente credibile agli occhi del pubblico.

In questa fase iniziale, Alaric rappresenta un equilibrio raro all’interno della serie. Non è ingenuo, ma neppure completamente corrotto dal mondo soprannaturale. Il suo rapporto con Damon Salvatore, che evolve da rivalità a una delle amicizie più solide dello show, è emblematico di questa ambiguità: Alaric è disposto a mettere in discussione le proprie convinzioni pur di sopravvivere – e di proteggere chi considera una famiglia.

Ed è proprio questa dimensione familiare a consolidarne il ruolo. Con il tempo, diventa una figura paterna per Elena Gilbert e Jeremy Gilbert, assumendo una responsabilità emotiva che va ben oltre il semplice ruolo di insegnante. In un mondo segnato da perdite continue, Alaric sembra incarnare una forma di stabilità, qualcuno su cui poter contare quando tutto il resto crolla.

Ma è proprio questa costruzione così solida a rendere il suo declino ancora più significativo. Con il passare delle stagioni, le tragedie personali iniziano ad accumularsi: relazioni spezzate, lutti ripetuti, trasformazioni forzate. Ogni evento lascia una traccia, e quella che inizialmente appare come resilienza si trasforma progressivamente in disillusione. La bussola morale che lo guidava si incrina, fino a diventare sempre più difficile da leggere.

La serie non esplicita mai questo cambiamento in modo netto, ma lo dissemina attraverso scelte narrative sempre più controverse. Il punto più evidente è probabilmente il rapporto con Caroline Forbes, una dinamica che mette in discussione non solo la coerenza del personaggio, ma anche il suo ruolo all’interno della storia. Più che una naturale evoluzione, sembra il sintomo di una perdita di direzione, in cui Alaric agisce spinto da frustrazione e bisogno di controllo.

Questa deriva diventa ancora più marcata nello spin-off Legacies, dove Alaric assume il ruolo di mentore e guida per una nuova generazione di creature soprannaturali. In teoria, dovrebbe rappresentare una figura di riferimento; nella pratica, però, si dimostra spesso incapace di comprendere davvero chi ha davanti. Le sue decisioni – talvolta drastiche, altre volte discutibili – rivelano un approccio più autoritario che empatico, segnando un ulteriore allontanamento dall’uomo che era stato.

È proprio qui che emerge una lettura più sottile, ma anche più inquietante: Alaric non diventa mai un villain nel senso tradizionale del termine, eppure incarna una forma di antagonismo silenzioso, costruito nel tempo. Non c’è un momento preciso in cui “cambia”, ma una serie di scelte che, sommate, lo portano sempre più lontano dalla sua versione iniziale.

In questo senso, The Vampire Diaries riesce in qualcosa di raro: trasformare uno dei suoi personaggi più amati in una figura profondamente ambigua, senza mai dichiararlo apertamente. Un villain nascosto in piena vista, che accompagna la storia fin dall’inizio e che, proprio per questo, risulta ancora più difficile da riconoscere.

Fonte: CBR

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