The Walking Dead, il recap dell'episodio 5x10, "Loro". La gallery
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The Walking Dead, il recap dell’episodio 5×10, “Loro”. La gallery

Gli ultimi, tragici eventi, hanno scosso Rick e compagni, sempre più allo stremo delle forze. E un nuovo personaggio incrocia la loro strada

The Walking Dead, il recap dell’episodio 5×10, “Loro”. La gallery

Gli ultimi, tragici eventi, hanno scosso Rick e compagni, sempre più allo stremo delle forze. E un nuovo personaggio incrocia la loro strada

[Spoiler Alert]

Potremmo chiamarla “elaborazione del lutto”: la decima puntata della quinta stagione di The Walking Dead abbassa il ritmo ma mantiene la dimensione introspettiva che già aveva caratterizzato la midseason premiere. Il gruppo è diretto verso Washington, ma le risorse – e le forze – scarseggiano. La stanchezza è prima di tutto mentale, oltre che fisica: alcuni, Maggie e Daryl su tutti, ancora sconvolti dalla morte di Beth, sembrano non aver più voglia di lottare. Sasha, dal canto suo, reagisce alla morte del fratello Tyreese con una voglia irrefrenabile di scagliarsi contro gli zombie, in modalità una contro tutti (come fece Ty dopo la scomparsa della sua ragazza all’inizio della quarta stagione). Persino padre Gabriel, nell’ennesimo momento di depressione, si sconfessa bruciando il suo collarino bianco da prete. L’atmosfera, insomma, non è delle più allegre, anzi si respira tristezza a palate, manco la sceneggiatura l’avesse scritta Mariottide.

Ma se c’è una cosa che The Walking Dead ha insegnato, è che in mezzo all’oscurità prima o poi la luce si ritaglia uno spiraglio. La speranza è negli occhi innocenti della piccola Judith, nel forte desiderio di sopravvivenza di Carol, nelle parole da leader di Rick, protagonista di un monologo toccante che si fa ritratto della situazione dei protagonisti. E poi, come sempre, il twist finale, con l’ingresso improvviso di un nuovo personaggio – Aaron – a fare da cliffhanger per il prossimo episodio.

Scott Gimple l’aveva detto: «Esploreremo la vicenda in un modo mai adottato sinora». E in effetti da questa prima parte della seconda metà di stagione, è evidente come The Walking Dead sia entrato in una dimensione filosofica, quasi esistenzialista. Che non riguarda uno o due personaggi, ma tutti i sopravvissuti. Prima la midseason premiere onirica di Gregg Nicotero. Ora questa puntata molto intimista, dove anche la fede (in termini religiosi) acquista un valore fondamentale (quelle rane morte per strada e la tempesta finale di stampo biblico lo dimostrano). La differenza, per esempio, tra la sofferenza solitaria di Daryl e il crollo emotivo – con tanto di allucinazioni – di Rick dopo la morte di Lori nella terza serie è palese. È vero, parliamo anche di una sfida alla pazienza dei fan, testimoni ormai da due anni di uno storytelling dalle emozioni altalenanti, ma uno show che ha raccolto record di ascolti e vanta un solido rapporto di fidelizzazione con il suo pubblico può permettersi soluzioni di questo tipo. In attesa di sorprendere ancora (guarda il promo della puntata 5×11).

Ripercorriamo l’episodio (anche nei suoi momenti più “assurdi”) nella photogallery qui sotto:

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