In un universo narrativo dove la morte può arrivare in qualsiasi momento, The Walking Dead ha abituato il pubblico a separarsi dai propri personaggi preferiti. Eppure, nessuna uscita di scena ha colpito gli spettatori tanto quanto quella di Glenn Rhee, brutalmente assassinato da Negan nella premiere della settima stagione. Una morte scioccante, crudele, diventata istantaneamente una delle più controverse dell’intera serie.
Il problema, però, non era solo la violenza dell’episodio: il vero tradimento percepito dai fan nasceva dal fatto che Glenn sarebbe dovuto morire una stagione prima. Lo spettatore aveva già affrontato il suo presunto addio in un momento talmente disperato e definitivo da risultare impossibile da “smentire” senza incrinare la credibilità narrativa. Ma è esattamente ciò che accadde.
Nel quarto episodio della sesta stagione, Glenn cade in mezzo a una mandria di walker, apparentemente dilaniato in pochi secondi. La sequenza, vista dall’alto, non lasciava spazio a interpretazioni: niente avrebbe potuto salvarlo. La comunità di fan era devastata, ma pronta ad accettare la perdita di uno dei protagonisti originali dello show.
Qualche settimana dopo, però, arrivò il colpo di scena più contestato della storia di The Walking Dead: Glenn era, in realtà, vivo. Secondo la versione mostrata nell’episodio “Heads Up”, il ragazzo era riuscito a rifugiarsi sotto un cassonetto, evitando miracolosamente i walker che lo circondavano. Una spiegazione giudicata da molti inverosimile, capace di rompere quel fragile patto di fiducia tra serie e spettatore.
Da quel momento, per una parte del pubblico, The Walking Dead perse la sua integrità drammatica. E quando, un anno dopo, Negan abbatte Glenn con Lucille, il gesto risulta ancora più crudele proprio perché costruito su un precedente inganno narrativo. Non si trattò più solo di una morte scioccante, ma della conferma che la serie aveva iniziato a sacrificare la coerenza pur di manipolare l’emotività degli spettatori.
A distanza di anni, il dibattito resta aperto: la morte di Glenn è un momento iconico, ma sarebbe stata più potente, più rispettosa e più efficace se fosse avvenuta quando la storia la stava davvero suggerendo. Ovvero, nella sesta stagione, senza finte nè artifici.
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