Alla fine della seconda stagione di The Walking Dead: Daryl Dixon, molti fan avevano tratto una conclusione suggestiva: l’ultimo viaggio di Daryl e Carol li porta verso il Regno Unito, suggerendo che forse l’UK fosse l’unico paese ad aver reagito con efficienza all’apocalisse zombie. Nella storia quella meta sembrava offrire l’idea di un “rifugio”, grazie all’idea — pronunciata nella serie — che l’Inghilterra fosse riuscita a contenere l’epidemia nei suoi confini, prima che la coppia scozzese incontrata lungo il cammino spiegasse a Daryl che il Regno Unito aveva adottato misure rapide e coordinate, isolandosi per proteggere la propria popolazione. La partenza aveva dunque alimentato la speranza che Londra potesse essere un luogo relativamente sicuro rispetto al caos dilagante nel resto del mondo.
Questa cornice narrativa creava la suggestione di un “Paese salvo”: l’insularità del Regno Unito, la sua struttura politica e la capacità di coordinare le emergenze apparivano come condizioni ideali per contenere l’epidemia, dando l’impressione che l’UK potesse rappresentare un’oasi di stabilità e forse anche un possibile centro da cui ripartire per ricostruire la civiltà. In molti, anche al di fuori della serie, avevano interpretato il finale come una chiara indicazione che solo un paese fosse riuscito davvero a salvarsi dagli zombie.
Ma la prima puntata della terza stagione di The Walking Dead: Daryl Dixon, intitolata Costa da Morte, ha spazzato via quell’ipotesi. Arrivati a Londra, Daryl e Carol trovano una città completamente devastata, invasa dai vaganti: ponti iconici, strade e monumenti sono ridotti a rovine, la capitale inglese è deserta, e viene presentato un unico sopravvissuto, un uomo che si proclama “l’ultimo inglese in Inghilterra”, come emblema del collasso totale dell’UK. La scena serve a rendere evidente che la cosiddetta salvezza era un’illusione narrativa: l’Inghilterra non era davvero un rifugio, ma solo un’altra tappa di una civiltà in macerie.
Quanto dichiarato dallo showrunner è esplicito: la scelta di mostrare una Londra distrutta nasce dall’intento di ribaltare la speranza generata da una possibile salvezza, dimostrando invece la fragilità di qualsiasi tentativo di resistere all’apocalisse zombie. Il Regno Unito, come ogni altro Paese nell’universo della serie, finisce per soccombere, e la presenza del “ultimo sopravvissuto” non è un segno di successo, ma una tragica testimonianza dell’estinzione su vasta scala.
In definitiva, la stagione 3 ha smentito con decisione l’idea che un paese sia riuscito davvero a salvarsi dal virus. Quel che emerge è una nuova verità: non esistono “isole felici”, ma solo rovine comuni.
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