The Witcher 4, la caccia è andata male: la quarta stagione è un disastro (annunciato)
telegram

The Witcher 4, la caccia è andata male: la quarta stagione è un disastro (annunciato)

Il cambio di attore ha portato al risultato che molti fan già si attendevano: la mutazione del nuovo Geralt di Rivia non sta riuscendo

The Witcher 4, la caccia è andata male: la quarta stagione è un disastro (annunciato)

Il cambio di attore ha portato al risultato che molti fan già si attendevano: la mutazione del nuovo Geralt di Rivia non sta riuscendo

liam hemsworth come geralt di rivia in the witcher 4, in primo piano

Dopo una lunghissima attesa, la quarta stagione di The Witcher è arrivata su Netflix tra aspettative altissime e diffusi timori di un calo d’interesse. Alla fine, quel timore si è trasformato in realtà: gli ascolti registrati al debutto raccontano un vero e proprio disastro annunciato.

Dal 30 ottobre, data d’uscita degli otto nuovi episodi, la serie ha totalizzato appena 7,4 milioni di visualizzazioni nella prima settimana, più del 50% in meno rispetto ai 15 milioni circa ottenuti dalla terza stagione nello stesso arco di tempo. Un tracollo netto, che si aggiunge al punteggio più basso di sempre ottenuto su Rotten Tomatoes, intorno al 50%, a conferma di una ricezione tiepida tanto dal pubblico quanto dalla critica.

Il cambio di protagonista resta il punto più discusso. L’addio di Henry Cavill alla fine della terza stagione ha aperto una ferita profonda nella fanbase e la scelta di Liam Hemsworth come nuovo Geralt di Rivia non è bastata a ricucirla. La reazione del pubblico lo dimostra: l’attore australiano ha ereditato un ruolo già reso iconico e, per molti spettatori, insostituibile. Il risultato è che buona parte dell’attenzione si è spostata più sul confronto tra interpreti che sulla storia stessa.

Ma il problema non si riduce solo al cambio di volto. Negli ultimi anni The Witcher ha progressivamente perso quell’equilibrio tra fedeltà all’opera di Andrzej Sapkowski e libertà narrativa che aveva reso la prima stagione un fenomeno globale. Già con la terza si era registrato un calo d’interesse, sintomo di un pubblico sempre più disilluso. La quarta, invece di invertire la tendenza, l’ha consolidata.

Eppure, sulla carta, c’erano tutti gli elementi per un rilancio: un budget imponente, nuovi archi narrativi, l’introduzione di volti inediti. Nulla di tutto ciò è bastato. Le prime analisi interne e indipendenti hanno confermato un calo d’attenzione generalizzato, con gli spettatori che sembrano ormai aver abbandonato Geralt, Ciri e Yennefer dopo anni di fedeltà. Il percorso turbolento della serie è cominciato con l’uscita di scena di Cavill, che aveva dichiarato in passato di voler restare nel ruolo per sette stagioni «finché si fossero raccontate storie all’altezza dei romanzi». La sua partenza, seguita dalla notizia del cambio di direzione creativa e produttiva, ha alimentato l’impressione di una saga ormai in affanno.

La showrunner Lauren Schmidt Hissrich ha più volte ribadito che la versione Netflix di The Witcher non vuole sostituire né i libri né i videogiochi, ma affiancarli come un’interpretazione autonoma. Tuttavia, le cifre e la ricezione di questa stagione mostrano che il pubblico, almeno per ora, non è più disposto a seguirla in quella direzione. Con la quinta e ultima stagione già confermata, The Witcher si prepara a chiudere il cerchio. Dopo nove anni di lavoro e un cambio di volto tanto discusso, la sfida resta una sola: capire se l’addio di Geralt riuscirà ancora a incantare chi, un tempo, aveva trasformato questa serie in un fenomeno planetario, oppure se verrà cancellata a breve visti i risultati.

Leggi anche: The Witcher, QUELLA reazione di Geralt nasconde in realtà un significato più profondo

© RIPRODUZIONE RISERVATA