Due documentari racconteranno la tragedia della ThyssenKrupp del dicembre scorso, in cui sette operai hanno perso la vita. Il primo sarà realizzato dalla giornalista Simona Ercolani insieme al marito Fabrizio Rondoino e a Paolo Fattori, mentre il secondo porterà la firma di Mimmo Calopresti. La classe operaia va all’inferno si soffermerà soprattutto sulle reazioni delle famiglie delle vittime e sarà presentato il 1° maggio sia sul piccolo che sul grande schermo. «Volevamo raccontare ciò che accade quando le luci si spengono», ha detto Rondolino al Corriere della Sera. «Ci ha colpito ciò che è avvenuto nello spazio di una generazione, dai padri delle vittime, operai alla vecchia maniera che vivono in una dignitosa povertà, ai figli appassionati di musica, tatuati, calciatori dilettanti. Ragazzi con un’altra identità che facevano gli operai ma non si sentivano tali».
Mimmo Calopresti, invece, con La fabbrica dei tedeschi si focalizzerà sulla notte del rogo, con un documentario che sarà distribuito da Rcs insieme a un libro. «Sono rimasto sconvolto dal fatto che una cosa del genere sia potuta ancora accadere», ha commentato. «Dopo aver filmato l’ipertecnologica fabbrica del 2000 mi ero forse cullato nell’illusione che un certo tipo di fatica fosse stata superata. Non è così, la storia di queste persone che rischiano giorno dopo giorno, notte dopo notte, deve essere fatta conoscere». L’inizio delle riprese è fissato tra 10 giorni. Stasera, intanto, sarà presentato in anteprima alla Casa del Cinema di Roma Morire di lavoro, il film ancora in cerca di un distributore che Daniele Segre ha dedicato alle morti bianche.

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