Peter Jackson e James Cameron. Due leggende a confronto. È accaduto sabato, durante una conferenza stampa al Comic-Con di San Diego, dove i due registi si sono confrontati sul futuro dell’industria cinematografica e sui loro progetti. Che in questo caso hanno un comun denominatore: il 3D.
Entrambi i registi stanno infatti lavorando a film in tre dimensioni: Cameron, principale promotore della tecnologia assieme a Jeffrey Katzenberg della DreamWorks, con il suo Avatar. Jackson (di cui il prossimo 29 gennaio uscirà nelle sale italiane Amabili resti) con il sequel di The Adventures of Tintin: Secret of the Unicorn, che girerà appena terminata la lavorazione di The Hobbit (che non sarà in 3D). Ma la vera novità è un’altra: la trasposizione e rimasterizzazione in 3D di kolossal del passato. Una strada già intrapresa dalla Disney (con Toy Story 1, 2 e La Bella e la Bestia) e da George Lucas, attualmente impegnato a fare i primi test su Star Wars, e che ora anche Cameron e Jackson vogliono seguire, con la trasposizione dei loro due maggiori successi (come dimenticarli!): Titanic e Il Signore degli Anelli. Il primo è già in lavorazione: Cameron ha già visto parecchi test e ci vorrà ancora un anno o poco più per completare il processo. L’uscita è prevista per il 2011, probabilmente a Natale. Invece, per quanto riguarda Il Signore degli Anelli, attualmente la Warner Bros. non sembra pronta: Jackson ha già proposto la trasposizione della trilogia in 3D, ma si è sentito rispondere che sarebbe poco profittevole a causa della scarsità di schermi in digitale 3D. In realtà l’uscita di Avatar e di molti altri film in 3D nei prossimi mesi dovrebbe rendere questo fattore meno problematico e, anzi, la rimasterizzazione di grandi classici e spettacolari kolossal del passato in 3D potrebbe essere una buona soluzione per dare nuova linfa all’industria cinematografica.
«Se Il Signore degli Anelli e Titanic uscissero nelle sale 3D, sarebbe un segnale per tutta l’industria» ha dichiarato Cameron, a cui ha fatto eco Jackson: «L’industria cinematografica è in uno strano stato: perde incassi cinematografici – almeno questo è quello che credono le major –, le vendite dei DVD stanno calando, c’è la pirateria, è tutto così fragile. Sembra che l’intera industria ora sia sulle difensive». A differenza dei due registi, che in più occasioni, durante la conferenza, hanno criticato proprio le scelte e le linee seguite dall’industria cinematografica, prendendone le distanze. E mentre Jackson lavora a una attrzione 3D del suo King Kong agli Universal Studios, affinando le sue conoscenze della tecnologia, Cameron sta creando una nuova compagnia che svilupperà l’utilizzo della tecnologia performance-capture, delle riprese in 3D e della proiezione digitale per eventi sportivi e musicali.
Sia Jackson che Cameron sono dunque molto impegnati sul fronte del digitale e delle nuove teconologie, anche se questo non ha impedito loro di ammettere che, al di là del 3D, «i film sono e sempre saranno legati alle storie e ai personaggi. Hanno sempre riguardato questo, e sempre lo faranno».

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