«La sala cinematografica è in via di sparizione. Un dolore inevitabile per chi come me ha tanto amato quel mondo». È proprio Giuseppe Tornatore, Premio Oscar nel 1990 per Nuovo Cinema Paradiso che anzi esaltava la sala come momento di crescita dell’individuo e della comunità, a credere in una prossima e probabile fine della fruzione cinematografica tradizionale. Le sue dichiarazioni sono riportate in un’intervista pubblicata oggi sul  Corriere della Sera. Prosegue Tornatore: «La sala è stata un’esperienza straordinaria e nessun’altra potrà emularla. Però è vero che negli ultimi anni me ne sono disamorato. Troppo scadente la qualità tecnica delle proiezioni». Secondo il regista di Baarìa «il cinema è ad una svolta epocale. La tecnologia ha trasformato la fruizione, la sala non è più l’elemento centrale. Tra poco i film si potranno vedere ovunque, in qualsiasi momento e in altissima qualità visiva». Tornatore è atteso questa sera alla rassegna meneghina della Milanesiana (12ª edizione, 26 giugno – 12 luglio), ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, nell’ambito della quale Tornatore riceverà il Premio “Montblanc – La Milanesiana”.

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