A Toronto, come a Venezia, come al Sundance – e in modo meno istituzionale a Cannes – c’è una sezione dedicata ai “film di mezzanotte”, titoli di genere horror o fantascientifico che movimentano le serate dei cinefili da festival, e danno il colpo di grazia ai giornalisti che lavorano dalle prime ore del mattino.
Qui di seguito vi raccontiamo tre degli horror visti quest’anno al Festival di Toronto. E attenzione: è solo una succosa anteprima dello speciale Halloween che trovete sul numero di ottobre di Best Movie International, una completa panoramica delle novità in arrivo nei prossimi sei mesi in fatto di cinema del mistero e della paura.


THE DAY
di Doug Aarniokoski
con Dominic Monaghan e Shannyn Sossamon
Cinque sopravvissuti a una non meglio precisata apocalisse, vagano per una campagna grigia e morta in cerca di riparo e provviste. Si fermano in una vecchia casa abbandonata, ma il mattino dopo il loro arrivo subiscono l’attacco di una banda di cannibali.
Sembra quasi uno spin-off di The Road, senza tutto il coté filosofico e metaforico. Oppure il pilot di una nuova serie televisiva alla Falling Skies, ma senza alieni. Parecchio splatter, e con una scena di pestaggio ai danni di una delle protagoniste dura da mandar giù.


1921 IL MISTERO DI ROKKFORD (THE AWAKENING)
di Nick Murphy
con Rebecca Hall e Dominic West
Inghilterra, 1921. La guerra, la carestia e l’influenza hanno decimato la popolazione. Una ricca studiosa del paranormale si dedica a smascherare i mascalzoni che approfittano del lutto collettivo per fingere di evocare i morti. Chiamata in un collegio maschile a indagare su delle strane apparizioni, dovrà rifare i conti con il proprio scettismo.
Un film di fantasmi che più classico non si può, dalle parti di The Others e The Orphanage, con pochissimo sangue, molte porte che sbattono, e svariate apparizioni ai margini dell’inquadratura. Tutti hanno qualcosa da nascondere, tutti sono legati in qualche modo, nessuno ricorda niente. Non rivoluzionario, ma pieno di atmosfera.


KILL LIST
di Ben Wheatley
con Neill Maskell e Harry Simpson
Qui si fa sul serio. Un ex killer professionista, con moglie e figlio a carico, finisce i soldi e torna al vecchio lavoro grazie ad un amico. Gli mettono in mano una strana lista di persone da uccidere, tra cui un prete e un bibliotecario. Sembra un lavoro come un altro, non è così: finirà inghiottito in un pozzo di follia.
Posto che inventare qualcosa di nuovo facendo horror ormai è impresa impossibile (qui si parla di riti satanici) la differenza la fa la regia e Wheatley ci sa fare. Una fiera delle crudeltà con un paio di sequenze insostenibili (fuggi fuggi in sala) e tanti piccoli dettagli che mettono a disagio. Brutale, tesissimo e per di più con dinamiche bizzarre per un film di questo tipo: si va dal buddy movie al family drama.


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