Finalmente Noah Baumbach ha scoperto le carte ed esplicitato una delle fonti principali di ispirazione del suo cinema, Woody Allen. Il suo nuovo While We’re Young si rifà in particolare a uno dei grandi capolavori dell’autore newyorkese, Crimini e misfatti. Come in quel film, anche in questo di Baumbach il protagonista è un documentarista in crisi, che dopo otto anni non riesce a trovare il bandolo della matassa per il suo nuovo lavoro. Ha una moglie che lo sostiene in tutto, ma quando incontrano una coppia più giovane di loro, rimangono affascinati dal modo di vivere e dalla freschezza dell’approccio alle cose dei due ragazzi.

Baumbach, da sempre creatore di personaggi sfaccettati e coinvolgenti, pennella a meraviglia la psicologia dei due protagonisti, quarantenni rimasti incompiuti riguardo molti aspetti della loro vita, da quello professionale a quello affettivo. Ben Stiller e Naomi Watts compongono una coppia capace di sprigionare un’energia strana, stridente, quasi dissonante. Eppure insieme funzionano, soprattutto grazie a lei, come sempre magnifica quando si tratta di raccontare la verità delle figure che interpreta senza nasconderne età o difetti. Sotto questo punto di vista, la Watts si conferma enormemente più matura e coraggiosa di tutte le attrici della sua generazione, riesce in ogni ruolo a sprigionare eleganza, sensualità, decisione senza nascondersi dietro trucchi di nessun tipo. In questo film, poi, mette in mostra una leggerezza di tono per lei inusitata, confermando la sua versatilità forse un po’ troppo nascosta negli ultimi anni dietro ruoli soprattutto drammatici. Accanto a loro, un’altra coppia ben assortita come Adam Driver e Amanda Seyfried, la quale però non può (ancora?) competere per simpatia e capacità interpretative con la collega australiana.

Rispetto ai suoi precedenti lungometraggi, Noah Baumbach ha realizzato un film senz’altro più indirizzato verso il grande pubblico. Pieno di dialoghi frizzanti e situazioni molto spiritose, While We’re Young è una dissertazione sentita e sottilmente malinconica sul tempo che passa e su ciò che non si è riuscito a realizzare nella vita. Atmosfere leggere, comicità elegante, la solita New York affascinante e vagamente altezzosa. Anche quando il ritmo cala a causa di alcuni momenti in cui la storia diventa macchinosa – succede soprattutto nella seconda parte – Baumbach riesce sempre a recuperare con delle trovate efficaci o con battute di spirito originali. Il risultato è senza dubbio più che positivo, probabilmente il migliore ottenuto dai tempi de Il calamaro e la balena. Alla fine una scena più delle altre rimane impressa nella memoria: Naomi Watts che si allena a casa ballare l’hip hop per allinearsi alla moda delle sue amiche più giovani è un momento di comicità così naturale e seducente da ammaliare.

Leggi le nostre recensioni dei film dell’edizione 2014 del Toronto Film Festival nella nostra sezione

© RIPRODUZIONE RISERVATA