Dopo il bellissimo Tra le nuvole, Jason Reitman si cimenta nuovamente con un film che tenta di raccontare la frammentazione dell’uomo contemporaneo. Con Men, Women & Children il regista alza decisamente il tiro: se infatti nell’altro film il protagonista era unico – un solitario uomo d’affari totalmente dedito al suo “sporco” lavoro che ritrovava un briciolo di umanità e speranza nell’amore di una donna – stavolta la trama coinvolge un gruppo di persone, tutte più o meno perse nelle loro piccole grandi meschinità. I rapporti personali nell’era di Internet e dei social network sono sempre più difficili e filtrati.

Il messaggio che il film di Reitman propina al pubblico non è nuovo, magari in alcuni personaggi anche un tantino retorico, ma ciò non significa che sia artefatto. Se Men, Women & Children possiede un pregio, è quello della verità. I personaggi sono sinceri soprattutto nei loro difetti, nelle piccole ipocrisie, nel cercare scappatoie facili invece di affrontare i propri problemi, siano essi psicologici, sessuali o semplicemente sentimentali. Opera corale molto attenta a trovare il giusto equilibrio tra le storie, il film di Reitman non risparmia di certo momenti di cinema amarissimo, soprattutto quando tratteggia adulti incapaci di comunicare, le cui debolezze vengono messe in scena attraverso piccoli particolari che possono appartenere a ognuno di noi. Se a un primo impatto il film può sembrare retorico scavando tra le dinamiche dei protagonisti, nei loro continui fallimenti, si dimostra invece un lungometraggio assolutamente impietoso. Peccato che per alcune figure, su tutte quella della madre troppo apprensiva interpretata da Jennifer Garner, la sceneggiatura non riesca a evitare di cadere nello stereotipo.

Ottimo il livello del cast d’attori. Adam Sandler in versione dimessa e opaca funziona decisamente bene, anche perché si confronta con un’attrice bravissima nei mezzitoni come Rosemarie DeWitt. Un po’ a sorpresa però il migliore in scena ci è parso Dean Norris, efficacissimo nei panni per lui insoliti di un padre di famiglia affettuoso e disposto a rimettersi in gioco dopo essere stato abbandonato dalla moglie. Nota di merito va anche ai due giovani Ansel Elgort e Caitlyn Dever, già molto apprezzata in Short Term 12, l’indipendente americano migliore della scorsa stagione cinematografica.

Anche se imperfetto e certamente non nuovissimo, Men, Women & Children conferma la volontà di Jason Reitman di non sedersi sugli allori dopo i successi di Juno e Tra le nuvole, ma di cercare costantemente nuove strade e nuovi toni per il suo cinema. Lo stile si conferma composto, misurato, mai sopra le righe. Sarebbe un errore bollare questa sua ultima fatica come un film moralistico: sotto la superficie il ritratto di anime lacerate e ormai rassegnate alla propria mediocrità è tutt’altro che buonista.

Sotto, il trailer di Men, Women and Children:

© RIPRODUZIONE RISERVATA