Il rischio di costruire un film intero su un unico protagonista immerso nella natura è sempre altissimo. Se l’attore principale non riesce a far breccia nel cuore del pubblico, la scommessa molto difficilmente potrà essere riuscita. C’era meravigliosamente riuscito qualche anno fa Sean Penn con Into the Wild, puntando sulla freschezza e sull’istinto di Emile Hirsch. Reduce dal grande successo di Dallas Buyers Club, ci ha provato adesso anche Jean-Marc Vallée con Wild.

Al centro della vicenda Cheryl Strayed, donna dal passato turbolento che decide di percorrere trecento miglia tra le terre selvagge della costa del Pacifico per ritrovare in qualche modo se stessa. Il personaggio è interpretato da una Reese Witherspoon senza dubbio in parte, ma allo stesso modo mai veramente capace di emozionare come Hirsch fece prima di lei. C’è da dire che il regista canadese ha scelto, rispetto a Penn, una messa in scena più asciutta, senza movimenti di macchina elaborati e soprattutto senza una colonna sonora folgorante quanto lo era stata quella composta da Eddie Vedder per l’altro film. Quello su cui Vallée veramente punta sono i flashback che a poco a poco raccontano i dolori e la perdizione di Cheryl. L’idea funziona decisamente bene, anzi spesso sono più interessanti le scene che illustrano la backstory della donna che quelle riguardanti il suo percorso in mezzo alla natura. Anche perché proprio in quei momenti possiamo apprezzare attori di contorno bravissimi: Thomas Sadoski, arrivato all’attenzione del pubblico grazie alla serie Tv The Newsroom, è molto efficace nel ruolo dell’ex marito di Cheryl. Ma la grande mattatrice è Laura Dern, una madre tanto solare quanto dolorosa. È lei a rimanere nitidamente impressa nella memoria nelle scene in cui sorride, abbraccia, accudisce i suoi figli.

Visivamente curato, mai lento nonostante il rischio fosse altissimo, Wild è sì un film riuscito, ma non riesce a trovare un centro emozionale forte, limitandosi quindi a interessare lo spettatore senza mai realmente smuoverlo. Appare abbastanza chiaro come l’idea di partenza del regista fosse quella di non puntare al facile effetto, ma forse proprio questa legittima intenzione ha alla fine frenato un po’ troppo la ricerca di un’empatia col pubblico. E così ci troviamo di fronte a una bella cartolina capace di essere magari ammirata per qualche secondo, ma non amata quanto avrebbe potuto.

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Sotto, il trailer di Wild:

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