Dennis Lehane è uno degli scrittori di genere a cui il cinema americano negli ultimi anni ha dato maggiore credito. E con assoluta ragione. Dai suoi romanzi sono state tratte trasposizioni riuscite come Gone Baby Gone, esordio alla regia di Ben Affleck; un capolavoro qual è Mystic River di Clint Eastwood; l’affascinante Shutter Island di Martin Scorsese. Adesso è il turno di The Drop, che lo stesso Lehane ha sceneggiato adattando il suo racconto breve Animal Rescue

Diretto da quel Michaël R. Roskam che pochi anni fa si era imposto con Bullhead, il noir con protagonista Tom Hardy è uno dei migliori film visti in quest’edizione del Toronto Film Festival. Tutto gira intorno al personaggio principale, Bob (Hardy), un barman che nonostante voglia tenersi fuori dai guai è costretto dalle circostanze a confrontarsi con la criminalità organizzata di New York. Una figura delineata con grande senso della tragedia, un uomo che si porta dentro il peso delle proprie azioni e che cerca di tenere a freno una natura che egli sa essere oscura. Carico di violenza sopita e della saggezza propria di chi sa cosa significhi impugnare un’arma per volerla usare, il personaggio è magnificamente riempito da un Tom Hardy in forma smagliante, qui capace di ispirare tensione con un semplice sguardo. Postura raccolta, movimenti lenti ma potenti, atteggiamento del corpo costantemente sprizzante energia, l’attore dimostra ancora una volta un carisma inusitato. Alla presenza scenica poi si accoppia un talento d’attore comunque notevole. Ad assecondarlo, una trama molto efficace nel generare scene cariche di pathos senza che poi debbano forzatamente sfociare in azione.

The Drop è un noir tesissimo che si dirige verso il climax finale con un senso di predestinazione e ineluttabilità che pochi film di questo genere hanno posseduto negli ultimi tempi. Roskam dirige il tutto con una fluidità degna di nota: la macchina da presa non è mai invasiva ma sempre presente, pronta a sottolineare i momenti più forti del film. È un piccolo, grande gioiellino che rivitalizza il genere attenendosi alle sue regole più classiche, limitando al massimo il pulp e spingendo sul pedale della tensione emotiva. Accanto ad Hardy meritano segnalazione il compianto James Gandolfini, Noomi Rapace finalmente efficace anche in un film di produzione americana, John Ortiz e un inquietante Matthias Schoenaerts. Il TIFF 2014 ha aggiunto al suo cartellone un lungometraggio di sorprendente efficacia.

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Sotto, il trailer di The Drop:

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