«Se volete vedere Transformers 2 ma non vi va di spendere i soldi del biglietto, ingaggiate un coro di voci bianche, chiudetevi in cucina con loro, fategli cantare la musica dell’Inferno e chiedete a un bambino di sbattere due pentole una contro l’altra. Poi chiudete gli occhi e fate viaggiare l’immaginazione». Si trattasse dell’invettiva di un blogger arrabbiato ci si potrebbe ridere sopra e dimenticarla. Invece, la stroncatura proviene da Roger Ebert, uno dei più importanti critici cinematografici americani. Risale al 24 giugno 2009 (giorno dell’uscita di Transformers: La vendetta del Caduto), e fu solo la prima di una lunga serie. «È come guardare la vernice che si secca mentre qualcuno ti prende a padellate in testa» scrisse Peter Bradshaw del Guardian. «Sintetizza tutto ciò che di sbagliato c’è a Hollywood oggi» per Chris Tookey del Daily Mail. «Non c’è cuore, manca il film: Transformers 2 è solo un mucchio di robot che si picchiano» secondo Shia LaBeouf, giornal… alt. Altro che giornalista, qui stiamo parlando dello stesso attore che divenne una star proprio grazie al primo Transformers (e che aveva già dimostrato di essere un piantagrane definendo Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo «una sciacquatura di piatti cinematografica»). Com’era quel proverbio sullo sputare nel piatto in cui si è mangiato? Una testa calda come Michael Bay se la sarà presa a morte, viene da pensare; saranno volate parole grosse tra i due. Giusto? Sbagliato: «Transformers: La vendetta del Caduto non era altro che cacca ad alto budget» l’opinione di mr. Armageddon. Oppure sentite questa: «L’abbiamo scritto in fretta e furia, cercando di mettere più scene d’azione possibile. Non è così che si fa un film» courtesy of Roberto Orci, sceneggiatore di La vendetta del Caduto.
E a conti fatti viene da chiedersi chi fosse davvero questo Caduto, se un robot o Michael Bay. Che già non è amatissimo a Hollywood: l’opinione comune è che «lavorare con lui è un inferno» (dice Megan Fox, ma anche John Turturro e lo stesso LaBeouf non ci vanno leggeri), e i suoi film vengono bollati come una scusa per collezionare esplosioni, rossi tramonti e curve pericolose, piuttosto che raccontare una storia. Sarebbe stato facile immaginare un tonfo clamoroso (e definitivo?) tra le lamiere contorte del secondo Transformers. E invece…
La vendetta del Caduto?
E invece segnatevi questi numeri: 16 milioni di dollari racimolati nella sola premiere di mezzanotte (che era pure di mercoledì). Un totale di 836 milioni di dollari, ventiquattresimo miglior incasso della storia. Abbastanza da convincere Brad Grey, presidente della Paramount, a intercettare Bay durante un cocktail party a ottobre 2009 e dirgli: «Mi serve il terzo capitolo, se no mi licenziano. E poi daresti lavoro a 2.000 disoccupati, in tempi di crisi non è poco…».
Al tempo, va detto, il regista aveva altri progetti (un piccolo film intitolato Pain & Gain, apertamente ispirato a Pulp Fiction) e non moriva dalla voglia di tornare a lavorare con i robottoni; «dovranno davvero faticare per convincermi a fare Transformers 3». Come? «Stimolando la mia creatività e la voglia di sperimentare».
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