Cinema, banche e tv. Il tutto in formato corto. Questo in sintesi il cuore del progetto cinematografico perFiducia voluto, ideato e finanziato da Intesa Sanpaolo. Tre i registi chiamati a filmare altrettanti cortometraggi sul tema della fiducia: Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino. Autori accomunati da fama e premi internazionali ma profondamente diversi sul piano artistico-espressivo. Quanto ha spinto l’istituto bancario a commissionare i tre filmati è stato dichiarato in una conferenza stampa romana lo scorso venerdì 27 marzo dall’amministratore delegato Corrado Passera: «Unire l’arte al concetto di ‘infondere fiducia’ ci sembrava un modo ideale per restituire quell’energia vitale ed emotiva perdute e di cui gli italiani – come gli altri cittadini nel mondo – hanno estremo bisogno. Si tratta solo di un contributo, naturalmente: nessuno si aspetta che gli spettatori escano dalla visione dei corti risolvendo i loro problemi». I registi, da parte loro, hanno risposto con immediato consenso: «Il compito di autori e artisti è di comunicare. Ed infondere fiducia, cioè gioia, è per noi un dovere. Dobbiamo contribuire a disporre la gente a sperare e a sorridere», ha replicato Ermanno Olmi, il cui lavoro si intitola Il premio e si basa su una storia realmente accaduta. Per Gabriele Salvatores, che ha firmato Stella , «L’occasione di lavorare con colleghi-amici come Olmi e Sorrentino è stato quanto all’inizio mi ha spinto a partecipare al progetto perFiducia che – ha specificato il regista premio Oscar – non vuole beneficiare solo gli spettatori ma anche il cinema stesso: oggi fare un film in Italia è quasi un incidente, tanto è difficile. Noi ci siamo sentiti completamente liberi in questa bella avventura». Paolo Sorrentino, da parte sua, ha aggiunto: «non ho potuto esimermi dall’affiancare due Maestri come Ermanno e Gabriele, certamente tanto coraggiosi da lavorare sul tema della fiducia anche usando i dialoghi, mentre il mio corto non li utilizza perché non avevo il coraggio. Il rischio della retorica mi ha portato a scegliere la via dell’allusione». Per questo motivo il lavoro del regista de Il Divo dal titolo La partita lenta non utilizza dialoghi ma solo lo strumento delle immagini in movimento. I tre filmati, della durata di 10′ l’uno ma disponibili anche in versioni ridotte da 3′ e 90" saranno distribuiti nelle sale cinematografiche (in 300 sale d’essai) ma avranno anche una programmazione televisiva già a partire dal 30 marzo. Saranno infatti visibili complessivamente fino al 18 aprile, con scansioni diverse. Ogni corto, infine, sarà gratuitamente scaricabile online dal sito www.perfiducia.com dove gli spettatori potranno anche lasciare commenti e riflessioni. 

An.Pa.

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