Avete atteso per dieci anni il ritorno al cinema di Francis Ford Coppola ma poi siete rimasti delusi, due anni fa, da Un’altra giovinezza? Niente paura, il mitico regista del Padrino (ritiratosi dalle scene nel 1997, dopo il successo de L’uomo della pioggia),  promette di tornare ai fasti di un tempo con il suo nuovo Tetro, uno dei titoli più attesi dell’imminente Festival di Cannes, previsto nelle sale americane per l’11 giugno. Ispirato, con molte invenzioni romanzesche, ad esperienze autobiografiche dell’autore (che l’ha anche prodotto, con un budget ridotto), il film racconta la vicenda di due fratelli, figli di una famiglia italiana emigrata a Buenos Aires (e di qui a New York), che si ritrovano dopo molto tempo, e di un segreto che pesa sul loro passato. Una storia d’arrivi e partenze, dunque: non stupisce che la sequenza iniziale (tre minuti visibili online in HD, per la felicità dei curiosi) cominci proprio con un uomo che scende da un pullman, accompagnato da uno struggente tango che trascina subito lo spettatore nell’atmosfera argentina del film. A rendere il tutto ancora più affascinante saranno la fotografia (in digitale) in bianco e nero e la prova del protagonista, Vincent Gallo (nei panni di Tetro, il poeta che dà il titolo al film): accanto a lui – e ad un cast d’attori sudamericani poco conosciuti – anche due presenze femminili ben note come Maribel Verdù (Il labirinto del fauno) e l’almodovariana Carmen Maura.
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