Negli ultimi giorni, una nuova serie britannica ha attirato l’attenzione di pubblico e critica per la durezza della storia che racconta e per l’efficacia con cui lo fa. Con un punteggio perfetto del 100% su Rotten Tomatoes e milioni di visualizzazioni in streaming, si sta affermando come uno dei titoli più discussi dell’anno. I commenti degli spettatori parlano di un’esperienza intensa, a tratti insostenibile, ma profondamente necessaria.
Si tratta di Until I Kill You, miniserie britannica in quattro episodi prodotta da ITV e basata sulla vera storia di Delia Balmer, un’infermiera che ha avuto una relazione con John Sweeney, artista e serial killer tra i più pericolosi della recente cronaca nera del Regno Unito. La serie, tratta dal memoir della stessa Balmer (Living With a Serial Killer), racconta con sconcertante lucidità l’inferno vissuto dalla protagonista, tra violenze fisiche e psicologiche, omissioni istituzionali e una lunga battaglia per la sopravvivenza.
La storia comincia nel 1991, quando Delia incontra Sweeney in un pub. L’uomo si mostra affascinante, colto, gentile. In breve tempo la relazione prende una piega sempre più tossica: Sweeney si trasferisce da lei, inizia a esercitare un controllo sempre più soffocante e, nel 1994, dopo che Delia trova il coraggio di lasciarlo, la sequestra in casa sua. Per quattro giorni la tiene legata al letto, sotto la minaccia di pistole e coltelli. È durante questa prigionia che le confessa di aver ucciso la sua ex compagna Melissa Halstead e altri due uomini ad Amsterdam.
Nonostante Delia riesca a salvarsi e a denunciare l’uomo, Sweeney viene arrestato solo per sequestro di persona, e presto rilasciato su cauzione. Il sistema, ancora una volta, fallisce. Poco dopo, Sweeney tenta un nuovo attacco che lascia la donna gravemente ferita, sia nel corpo che nella mente. Solo nel 2001, dopo anni di latitanza, l’uomo viene finalmente arrestato. Nel 2010 viene incriminato per due omicidi e condannato l’anno successivo a quattro ergastoli.
Until I Kill You riesce nell’impresa difficile di raccontare una storia scioccante senza indulgere nel morboso. Merito anche dell’interpretazione intensa di Anna Maxwell Martin, che veste i panni di Delia con misura, dolore e forza. Accanto a lei, Shaun Evans nel ruolo del carnefice restituisce tutta la freddezza e l’inquietudine di John Sweeney. Critici e spettatori hanno lodato la serie per la sua sobrietà e profondità emotiva e anche il pubblico concorda: sui social si moltiplicano le testimonianze di chi definisce Until I Kill You “una delle esperienze televisive più toccanti e devastanti degli ultimi anni”.
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