Brividi e risate sono servite questo weekend dall’horror firmato Sam Raimi, Drag Me to Hell, che ci farà saltare sulla sedia con vecchine arrabbiatissime, demoni malvagi e sedute spiritiche. Calate le palpitazioni si potrà poi partire per una missione molto speciale in compagnia della squadra di
G.I. Joe: La nascita dei cobra, che porta sullo schermo i famosi giocattoli degli anni ’80. Direttamente dal Lido di Venezia, dove è tuttora n corso la 66esima edizione della Mostra, arrivano anche il sessantottino Il grande sogno, pellicola semi-autobiografica di Michele Placido, con Luca Argentero, Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca; Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans di Werner Herzog, con un “impasticcatissimo” Nicolas Cage e una sempre conturbante Eva Mendes e Cosmonauta, opera prima dell’italiana Susanna Nicchiarelli. Sempre dalla Laguna arrivano anche Una soluzione razionale del danese Jorgen Bergmark, che mette in commedia una storia di tradimenti coniugali tra coppie di mezz’età e Questione di punti di vista del francese Jaques Rivette, che porta il circo al cinema con Sergio Castellitto e Jane Birkin.

Drag Me to Hell
: Ventotto anni dopo La casa e prima di ricominciare a tessera una nuova ragnatela per l’annunciato Spider Man 4, Sam Raimi torna a farci fare una massiccia dose di macabre risate. Con l’horror in salsa comica Drag Me to Hell (Lucky Red, 250 sale) il regista de L’armata delle tenebre si prende una pausa dai blockbuster e rispolvera la sua passione per il genere con cui aprì la sua carriera. Protagonista è una giovane agente di banca (Alison Lohman) che si troverà a scontare le terribili conseguenze di un prestito negato a una vecchina (Lorna Raver) tutt’altro che innocua…

G.I. Joe: La nascita dei cobra: Dopo i Transformers è tempo anche per altri mitici giocattoli Hasbro lasciare gli scaffali delle camerette per entrare nel glorioso mondo della celluloide. Per G.I. Joe: La nascita dei cobra (Universal, 355 sale) Stephen Sommers, regista dei primi tre film della serie de La Mummia, ha arruolato un manipolo di giovani stelle del grande schermo pronte a suonarsela di santa ragione nei panni della squadra speciale dell’esercito americano (“i migliori del mondo: quando gli altri falliscono, loro vincono”) – i G.I.Joe appunto – e dei cattivoni di turno. Tra loro, avvolta in una sexy tutina in latex e armata fino ai denti troviamo Sienna Miller, pronta a tutto pur di farla pagare al suo ex Channing Tatum e di portare a termine il piano dell’avido e spietato armatore James McCullen (Christopher Eccleston). Anche a costo di polverizzare la Tour Eiffel.

Il grande sogno: Presentato proprio questa settimana alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia (dove concorre per il Leone d’Oro) Il grande sogno (Medusa, 440 sale) di Michele Placido arriva anche nelle nostre sale. Il regista di Romanzo criminale torna con la memoria alla sua gioventù e all’Italia degli anni ’60, quando pieno di ambizioni giunse a Roma con il “grande sogno” di diventare attore. Suo alter ego nel film è Nicola, interpretato da Riccardo Scamarcio. Nel pieno del fermento sessantottino il ragazzo si trova ad arruolarsi in polizia per mantenersi all’Accademia d’arte drammatica e a fare da infiltrato all’università. Qui incontra Laura (Jasmine Trinca), studentessa di famiglia cattolica e borghese che condivide il “grande sogno” di molti suoi coetanei: quello di un mondo nuovo e senza ingiustizie. Il triangolo amoroso è dietro l’angolo con l’arrivo di Libero (Luca Argentero), studente e operaio della Fiat che diventa leader del movimento studentesco. Toccherà a Laura fare la sua scelta tra i due (Voi invece potete dire la vostra partecipando al nostro sondaggio Chi è il tuo grande sogno?).

Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans: Presentato come remake de Il cattivo tenete del 1992, il film di Werner Herzog, con la pellicola di Abel Ferrara sembra avere ben poco in comune fuorché il titolo. Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans (01 Distribution, 100 sale) ci troviamo nella città della Lousiana sopravvissuta all’uragano Katrina. Protagonista è il detective della Squadra Omicidi del Dipartimento di Polizia Terence McDonagh (Nicolas Cage) da poco promosso a tenente come premio per l’eroico gesto con cui proprio durante l’uragano si era trovato a salvare un prigioniero da morte certa, procurandosi un grave infortunio alla schiena. Tornato in servizio il tenente si fa affidare un nuovo delicato caso di omicidio, ma sarà costretto a lottare ogni giorno con i lancinanti dolori alla schiena e con la dipendenza generata dagli antidolorifici e dalla cocaina. Ad alleviare le sue pene c’è una sempre bella e seducente Eva Mendes, nei panni della prostituta Frankie.

Cosmonauta: Avere le idee chiare a 9 anni? Succede alla intraprendente protagonista di Cosmonauta (Fandango, 57 sale), opera prima della regista Susanna Nicchiarelli, presentata in questi giorni al Festival di Venezia nella sezione Controcampo italiano, che vuole mettere in “mostra” le nuove linee di tendenza del nostro cinema. Il film ci riporta nell’Italia del dopo guerra e racconta l’adolescenza di Luciana (Mariana Raschillà), ragazzina che, influenzata dal fratello maggiore (malato di epilessia), diventa fin dall’età di 9 anni (quando nel bel mezzo della sua prima comunione fugge a gambe levate urlando la sua fede comunista) una sostenitrice del modello sovietico. Tra scontri in famiglia, viaggi nello “spazio” cosmico dell’adolescenza e dell’amore e nel pieno della Guerra Fredda, il film alterna commedia e dramma e offre la visione di una gioventù ben diversa da quella di oggi, orfana di modelli e ideali forti come allora (e ben rappresentata dal cinema di Federico Moccia).

Una soluzione razionale (in sala dal 9 settembre): Tradire la propria moglie con la dolce metà del proprio migliore amico. Il perfetto inizio per una tragedia delle più classiche. E invece no. Il danese Jorgen Bergmark, qui al suo primo lungometraggio, Una soluzione razionale (Lucky Red, 35 sale), ha pensato fosse l’ideale punto di partenza per una divertente commedia. Perché, commesso il fattaccio, il protagonista, Erland (Rolf Lassgård), pensa bene di risolvere tutto proponendo a sua moglie e alla coppia di amici “una soluzione razionale”, che consisterebbe in una convivenza a quattro. La trovata geniale non mancherà di rivelare presto le inevitabili falle.

Questione di punti di vista (in sala dall’8 settembre): In gara alla 66esima Mostra del Cinema, Questione di punti di vista (Bolero, 29 sale), dell’81enne regista francese Jaques Rivette, ci trasporta nel malinconico e affascinante non-luogo del circo, in compagnia del nostro Sergio Castelletto e di Jane Birkin. Lui è Vittorio, un uomo solitario che s’imbatte per caso nella compagnia itinerante alle porte di Parigi, mentre lei è Kate, la figlia del proprietario del circo che torna tra i clown e i trapezisti 15 anni dopo la sua partenza e dopo la morte del padre. Vittorio deciderà di partire con il gruppo per scoprire il motivo che spinse la donna a lasciare quel mondo molto tempo prima.

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