È una favola, ma piacerà di più agli adulti. Chi vorrà, questo weekend potrà farsi trascinare da una bambina coi capelli blu e un coraggio da leoni nell’Altro Mondo di Coraline e la porta magica (), primo film d’animazione stop motion da gustare a 3 dimensioni, firmato da Henry Selick (Nightmare before Christmas). E se uscirete in tempo da questo moderno “mondo delle meraviglie” pieno di trappole e tranelli, potrete aggregarvi all’improbabile quartetto di Una notte da leoni, commedia sbanca botteghini che ci porta a Las Vegas per un addio al celibato che sarà difficile da… ricordare! Se siete in cerca di suggerimenti per riconquistare la vostra lei, a offrirvi una singolare soluzione arriva La ragazza del mio migliore amico, con Kate Hudson. Un’improbabile avventura è quella raccontata ne Il mondo di Horten, con protagonista un ferroviere che cambia vita dopo la pensione, così come anche quella di Amore e altri crimini, in cui una quarantenne in crisi esistenziale rapina il suo uomo prima di partire per la Russia. Niente spiagge e mare cristallino per coloro che decideranno di partire per il Messico di Borderland – Linea di confine, in cui un trio di studenti in cerca di svago ed eccessi si trova a fare i conti con una setta satanica. Tre giorni cruciali nella vita di quattro persone si intrecceranno infine in Look both ways, commedia australiana sui sentimenti e la malinconia.

Coraline e la porta magica: “Stai attento a ciò che desideri”. È questo che Coraline e la porta magica (Universal, in 200 copie – di cui 103 in 3D) sembra sussurrarci all’orecchio. Perché, forse, potrebbe succedere che un’esistenza parallela con una mamma più amorevole e presente e un papà più allegro e divertente, finisca per riservare sorprese e risvolti tutt’altro che piacevoli. Ce lo dimostra la piccola e coraggiosa Coraline Jones (che in originale ha la voce di Dakota Fanning), protagonista di plastilina del primo film in stop motion a essere realizzato in 3D. Dietro la macchina da presa non un dilettante, ma Henry Selick, regista di un cult del genere Nightmare Before Christmas, che ha adattato per il grande schermo il romanzo di Neil Gaiman, lavorando per due anni interi alla pre-produzione del film e 18 mesi alla realizzazione vera e propria.

Una notte da leoni: Negli Usa sta facendo manbassa ai botteghini, dove ha già incassato 115 milioni di dollari (è in sala dal 5 giugno) a fronte di un budget di 35 milioni, e ha già raccolto il plauso della critica. Firmata da Todd Philips (Road Trip, Starsky & Hutch) e con Bradley Cooper e Heather Graham, la commedia Una notte da leoni (Warner, in 292 copie) racconta di quattro amici in viaggio per Las Vegas per festeggiare degnamente – e come tradizione vuole – l’addio al celibato di uno di loro. Ma la città del peccato è un concentrato esplosivo di tentazioni e una sbronza colossale (e chissà cos’altro) potrebbe costare caro. Per esempio un’amnesia totale e un dopo-sbronza da panico (da cui il titolo originale del film: The hangover) che impedisce di ricordare i bagordi di una notte che sembra aver inghiottito nel nulla il festeggiato e l’incisivo di uno dei tre superstiti e fatto inspiegabilmente spuntare nella costosissima suite dell’hotel una tigre e… un bebè. Ricomponendo i vari pezzi del puzzle l’improbabile gruppetto cercherà di sistemare le cose e ritrovare lo sposo in tempo per le nozze.

La ragazza del mio migliore amico: Mai fidarsi degli amici. Nemmeno dei migliori. E soprattutto quando c’è una donna di mezzo. Il monito arriva dritto dritto da La ragazza del mio migliore amico (Eagle, 15 sale), la nuova commedia con protagonista Kate Hudson, reduce dalla guerra a colpi di tulle e confetti combattuta con Anne Hathaway in La mia miglior nemica. Tutto ha inizio quando Dustin (Jason Biggs), piantato in tronco dalla nuova fiamma Alexis (Hudson) ingaggia il suo amico Tank (Dane Cook) per riavvicinarla a sé. Quest’ultimo infatti è specializzato in riavvicinamenti di coppia attraverso un singolare metodo: fare passare alle ex dell’interessato la peggior serata della loro vita, spingendole così a tornare sui loro passi. Le cose andranno diversamente da quanto sperato e la giornata peggiore della vita di Alexis non sarà poi così brutta…

Il mondo di Horten: Una vita passata a lavorare e finalmente arriva il momento della pensione. Ma cosa succede dopo? Nel caso del signor Odd Horten (Bard Owe) – 40 anni passati a guidare lo stesso treno sullo stesso tragitto tra Oslo e Bergen (Norvegia) – pare essere giunto il tempo di una svolta. Il regista norvegese Bent Hamer (Factotum) ci trascina ne Il mondo di Horten, (Archibald Enterprise, su 17 schermi), presentato a Cannes lo scorso anno, per raccontarci cosa può accadere a un anziano abitudinario quando la routine viene improvvisamente interrotta da una serie di imprevisti.

Amore e altri crimini: Una giornata della vita di Anica (Anica Dobra), una quarantenne di Belgrado in piena crisi esistenziale e decisa a lasciarsi tutto alle spalle e cambiare vita. Quando nulla pare avere più senso e la storia d’amore con il piccolo boss di quartiere sembra giunta al capolinea, l’unica alternativa sembra essere la fuga. Scandendoli sulle note di Besame Mucho il regista serbo Stefan Arsenijevic – che firma anche la sceneggiatura – in Amore e altri crimini (Ripley’s, in 33 sale),  presentato alla 58esima edizione del Festival di Berlino, ci racconta gli ultimi preparativi – che prevedono anche un furtarello dalle casse del boss – prima della partenza per la Russia della protagonista che sembra aver previsto tutto, fino all’inattesa dichiarazione d’amore del giovane Stanislav (Vuk Kostic), braccio destro del suo ex Milutin.

Borderland – Linea di confine: L’influenza suina sembrerà uno scherzo al confronto. Il Messico dell’horror Borderland – Linea di confine (Sony, su 89 schermi) riserva ben più atroci e inquietanti paure questo weekend. Tre studenti americani decisi solo a far baldoria e godersi una vacanza lontano da casa, si ritrovano intrappolati in un incubo, quando sulla loro strada farà capolino una setta satanica che pratica sacrifici umani e, per loro sfortuna, predilige vittime “a stelle e strisce”. E a render tutto ancor più terribile e inquietante il fatto che, come dichiarato dal regista Zev Barman e dal produttore Lauren Moews, la storia è stata scritta ispirandosi a fatti realmente accaduti e che hanno direttamente coinvolto lo stesso regista, fermato a un posto di blocco al confine col Messico durante una caccia all’uomo dopo la scomparsa nel 1989 di un giovane studente di un college texano, in seguito alla quale furono ritrovate diverse zone di sepoltura, con corpi smembrati, calderoni rituali pieni di resti umani.

Look both ways: Misteri della distribuzione, dopo cinque anni dalla realizzazione e i riconoscimenti ricevuti a vari festival (tra cui Rotterdam e Toronto), arriva anche in Italia la commedia australiana Look both ways (Fandango, in 20 sale). Toccando corde e sentimenti universali il film di Sarah Watt intreccia le storie di un gruppo di personaggi alla deriva. Durante un caldissimo weekend d’estate Nick scopre di avere il cancro, Meryl deve fare i conti con la morte del padre e Anna scopre di essere incinta di Andy, giornalista divorziato che vorrebbe partire. Queste e tante altre piccole storie prendono vita, portando a galla un senso di solitudine e rimpianto e cambiamenti radicali per tutti i protagonisti.

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