Dai veri duri di Non è un paese per vecchi ai veri idioti di Burn after reading – A prova di spia (Medusa, in 407 copie). Nulla di strano se dietro ci sono i fratelli Coen che, dopo aver riempito le tasche di Oscar con il loro western crepuscolare, hanno deciso di prendere i due sex symbol più venerati di Hollywood e trasformarli in due perfetti imbecilli, assicurandosi che, insieme al resto del cast, facessero “emergere la testa di cavolo che si nasconde in ciascuno di loro”. Incredibile a dirsi ma il fascinoso Brad Pitt, con ciuffo ossigenato e improbabile completino da personal trainer tutto gatorade e chewing gum, riesce a perdere tutto il suo charm e a fare ridere, così come il suo collega George Clooney, qui marito/amante (di Tilda Swinton) infedele e piacione incallito. Tutto ha inizio quando Chad (Pitt) trova nello spogliatoio della palestra in cui lavora un cd contenente criptiche informazioni riconducibili agli archivi della Cia e decide di ricattare il possessore per ricevere in cambio una lauta ricompensa. A dargli una mano nell’impresa la sua collega Linda (Frances McDormand), ansiosa di racimolare il grano necessario a quattro interventi di chirurgia estetica, indispensabili per permetterle di rifarsi il look. I dati in loro possesso risulteranno appartenere all’analista della Cia Osborne Cox (John Malkovich), da poco silurato dalla società segreta e per niente disposto a farsi gabbare dai due furbetti.
Dalle stelle di Hollywood a quelle della saga di George Lucas con Star Wars: The Clone Wars (Warner, in 203 sale), il film 3D pensato come episodio pilota di una nuova serie animata e ambientato negli anni che precedono La vendetta dei Sith, nel cuore dello scontro mortale tra i fedeli all’ordine costituito e i separatisti guidati dall’ex Jedi Conte Dooku.
E c’è anche chi una stella non lo è più da un pezzo e si accontenta di fare l’assicuratore. Accade nel film di Peter “Full Monty” Cattaneo, The Rocker – Il batterista nudo (Fox, su 149 schermi), in cui il protagonista Robert “Fish” Fishman dopo 20 anni lontano dal palco accetta il ruolo di leader nella teen-band del nipote e trova la celebrità grazie a youtube.
Dopo il successo ottenuto alla Mostra di Venezia arriva in sala il film di Marco Pontecorvo Pa-ra-da (in 53 sale per 01 Distribution), sulla storia vera del clown Miloud che, nella turbolenta Romania post Ceausescu riuscì a recuperare un gruppo di bambini di strada insegnando loro la magia e l’arte del circo e allestendo lo spettacolo Parada.
Direttamente dalla croisette arriva invece il film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, Il matrimonio di Lorna (Lucky Red, in 40 copie), Palma d’Oro per la miglior sceneggiatura all’ultimo festival Cannes. Lorna è una giovane albanese disposta a tutto pur di ottenere la cittadinanza belga. Anche a sposare un tossicodipendente e a obbedire ai piani criminali di un’organizzazione senza scrupoli.
Un’inquietante e fantascientifica visione sulle conseguenze dell’ingegneria genetica applicata all’agricoltura è lo spunto della commedia horror Black Sheep del neozelandese Jonathan King (Mediafilm, in 25 sale).
Si passa all’attualità italiana con la commuovente docu-fiction di Mimmo Calopresti La fabbrica dei tedeschi (Istituto Luce, in 3 copie). In un intreccio di testimonianze reali e finzione il regista affronta lo scottante tema delle morti bianche ripercorrendo la tragica vicenda dell’esplosione avvenuta lo scorso dicembre nell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, durante la quale persero la vita sette operai. Presentato in anteprima al festival di Venezia, dove ha commosso pubblico e critica, il film vede nel cast anche Valeria Golino, Monica Guerritore e Silvio Orlando.

Al.Za.

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