Dopo il debutto americano è venuto il tempo di misurarsi anche con il pubblico italiano per Gabriele Muccino, che da domani presenterà nelle nostre sale il suo secondo film made in Usa, Sette anime (Sony Pictures, in 586 copie). Riformata la coppia con il “Re Mida” di Hollywood Will Smith (di recente indicato come l’attore che ha fatto incassare di più nel 2008) dopo il successo de La ricerca della felicità, il regista romano si cimenta qui in quello che definisce il suo “film più complesso”. La storia ha per protagonista un uomo che, mosso da istinti suicidi dopo la morte della moglie, combatte coi sensi di colpa e cerca di fare ammenda aiutando sette persone in difficoltà. Sulla sua strada incontrerà anche la bella Emily (Rosario Dowson) che cambierà le carte in tavola (leggi le dichiarazione del regista e degli attori).
Si ride invece con Jim Carrey, impegnato in una strampalata missione nella commedia Yes Man (Warner Bros, 360 sale) diretta da Peyton Reed. Nel film Carrey è un bancario che per dare una svolta alla propria vita deciderà di dire sempre sì a tutte le occasioni che gli capiteranno nell’arco di un anno.
è già considerata la risposta anti-glamour al fenomeno Twilight l’horror/thriller Lasciami entrare (Bolero Film, su 135 schermi) dello svedese Tomas Alfredson. Premiato al Tribeca Film Festival e presentato in anteprima al Festival di Torino il film è ambientato in una Stoccolma insanguinata da una serie di efferati omicidi e ha per protagonista Oskar, un ragazzino stranamente affascinato dalle gesta dell’assassino e che troverà un’amica in Eli, una nuova arrivata che sembra nascondere più di un mistero.
Ci trasferiamo negli anni ’30 con la commedia applaudita al Festival di Roma Un matrimonio all’inglese (Eagle Pictures, 130), in cui Jessica Biel veste i panni di una sexy e intraprendente donna americana che, dopo aver sposato l’inglesissimo John Whittaker (Colin Firth) è costretta a fare i conti con la reazione allergica che la terribile suocera (Kristin Scott Thomas) sembra avere nei suoi confronti.
Dalle guerre in famiglia alle guerre reali si passa con Valzer con Bashir (Lucky Red, in 25 sale) il film d’animazione dell’israeliano Ari Folman nel quale torniamo sul campo di battaglia del conflitto tra Israele e Libano degli anni ’80. Il film, che ha conquistato l’ultimo Festival di Cannes ed è ora in lizza per le nomination all’Oscar, è una sorta di docu-cartoon realizzato con una tecnica elaborata dallo stesso regista che affronta qui, esorcizzandolo, il suo passato da militare dell’esercito israeliano ripercorrendo alcuni degli eventi più cruenti del conflitto.
Dopo un travagliato percorso sarà proiettato su 8 schermi digitali W. di Oliver Stone, sulla figura di George W. Bush, visto al Torino Film Festival e il cui approdo in televisione è previsto per il 19 gennaio su LA7, alla vigilia dell’insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama. Morto un presidente…

Al.Za.

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