Non aprite quella porta, Non entrate in quella casa e ora, all’elenco dei divieti rigorosamente trasgrediti dai protagonisti di questi film, si potrebbe aggiungere il monito: “non rispondete a quel cellulare”. In Chiamata senza risposta (Warner, da ieri in 93) presagio di mille disgrazie è infatti un messaggio lasciato in segreteria. Nell’horror di Eric Valette, remake americano del giapponese The Call – Non rispondere di Takashi Miike, i protagonisti trovano inspiegabilmente registrata la propria voce straziata dall’agonia che precede la fine. Accantonate le atmosfere ansiogene e paurose ci immergiamo in quelle fiabesche e spensierate insieme alle bambole più in voga del momento, pronte a prendere vita, dopo le versioni animate, anche al cinema con Bratz (Eagle, in 150 copie) di Sean McNamara con John Voight. Logan Browning, Janel Parrish, Nathalia Ramos e Skyler Shaye vestono qui i panni delle quattro inseparabili amiche patite per la moda e pronte ad affrontare il primo anno di liceo. Nel suo film d’esordio alla regia Helen Hunt interpreta April, insegnante di 39 anni che nel giro di un anno vede capovolta la propria vita a causa di un desiderio inespresso di maternità, della fine della relazione col marito e della improvvisa comparsa della madre naturale: una conduttrice televisiva di talk show. Strizzando l’occhio a Qualcosa è cambiato, film che lanciò definitivamente la carriera dell’attrice premiandola con l’Oscar nel 1997, il titolo scelto per l’Italia di Then she found me è Quando tutto cambia (Medusa, su 140 schermi). Nel cast con Helen Hunt anche Colin Firth, Bette Midler e Matthew Broderick. Il romanticismo lascia il posto alla violenza in Tropa de elite – Gli squadroni della morte (Mikado in 56 copie) ambientato nei luoghi difficili delle favelas di Rio De Janeiro e con cui José Padilha ha conquistato l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. E sempre dal Brasile arriva in sala L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza (Lucky Red, in 30 copie) di Cao Hamburger con Daniela Piepszyk e Ciao Blat. La vacanza del titolo è in realtà una bugia che i genitori del piccolo Mauro, due ricercati politici in fuga, si sentono costretti a dire al figlio per proteggerlo dalla verità. Un’insolita storia è quella raccontata in Corazones de mujer (Movimento Film) pellicola di produzione italiana diretta da Kiff Kosoof e interpretata da Aziz Ahmeri e Ghizlane Waldi. Un abilissimo sarto intraprende un viaggio insieme a Zina, donna araba che ha infranto la regola di restare vergine fino al matrimonio e alla quale deve confezionare l’abito da sposa. Al volante di una vecchia Alfa Romeo spider partiranno da Torino alla volta del Marocco per riparare al danno compiuto.

Al.Za.

© RIPRODUZIONE RISERVATA