I fan li hanno reclamati a gran voce e loro domani si concederanno senza sconti. I personaggi cult di Carlo Verdone tornano così a divertire il pubblico coi loro tic e difetti macchiettistici in Grande, grosso e… Verdone (Filmauro, in 815 sale). Tre piccoli film con protagonisti il candido Leo (il fu Mimmo di Bianco, rosso e Verdone), il meschino Callisto (il Raniero di Viaggi di nozze, che ha oramai seppellito tre mogli e tormenta il figlio programmandogli la vita in tutto) e il cafone Moreno, che insieme alla moglie Enza (Claudia Gerini, foto) ripropone la formidabile coppia di Ivano e Jessica di Viaggi di nozze, ora alle prese con Steven, il figlio adolescente che non parla più con loro. E oltre a questi prototipi tutti italiani, tornati a farci ridere con la loro intramontabile e “drammatica” comicità, a divertirci questo fine settimana arrivano anche i personaggi delle fìabe in Cenerentola e gli 007 nani (Dnc, in 171 copie). Seguendo il trend (inaugurato dall’orco Shrek e ormai di moda) di smontare le fiabe classiche con smaccata irriverenza, in questa prima pellicola di animazione 3D realizzata in Germania e diretta da Paul J. Bolgers può anche capitare che Cenerentola (qui Ella, con taglio corto e corvino) si innamori del garzone di palazzo anziché del principe azzurro. Da un film che non si accontenta di un semplice finale “felice e contento” a una commedia che invece della felicità fa la sua missione passiamo con Lezioni di felicità – Odette Toulemonde (Warner, in 26 copie) di Eric-Emmanuel Schmitt. Catherine Frot è Odette, una commessa vedova con due figli che evade dalla difficile realtà quotidiana solo attraverso le pagine di Balthazar Balsan, il suo scrittore preferito, al quale un giorno decide di scrivere una lettera. Lasciamo la Francia per inoltrarci nell’aspra Sardegna della prima metà del XX secolo con Sonetàula (Lucky Red, in 25 sale) di Salvatore Mereu. Visto al Festival di Berlino, il film ha per protagonista il giovane Sonetàula, tanto magro da emettere il rumore di una “tavola di legno” appunto, e cresciuto col nonno pastore. Un ragazzo che alla durezza della vita reagirà con altrettanta durezza dovendone poi pagare le conseguenze di persona. In concomitanza con la ricorrenza della festa della donna arriva anche il documentario di Alina Marazzi presentato al Torino Film Festival, Vogliamo anche le rose (Mikado,su 20 schermi), in cui la regista ripercorre la storia del femminismo italiano attraverso i diari di tre donne vissute negli anni ’60 e ’70.

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