Mancano ormai solo due giorni all’arrivo di Peaky Blinders: The Immortal Man su Netflix, capitolo conclusivo della storia di Tommy Shelby. Il film riprende il personaggio anni dopo il finale della serie e lo riporta al centro di una nuova resa dei conti, stavolta ambientata sullo sfondo della Seconda guerra mondiale. Prima di tornare a Small Heath, però, a molti può essere utile rimettere in ordine i passaggi fondamentali delle sei stagioni, perché Peaky Blinders non è mai stata solo la storia di una gang di Birmingham, ma quella di una famiglia che ha trasformato il proprio potere di strada in un impero criminale, economico e politico, lasciandosi dietro tradimenti, lutti e ferite mai davvero rimarginate. Per gli interessati, ecco quindi un riassunto completo di tutta la serie.
Stagione 1: gli inizi
L’inizio di Peaky Blinders ci porta nella Birmingham del 1919, dove Tommy Shelby (Cillian Murphy) guida i Peaky Blinders con un’ambizione già molto più grande del semplice controllo di Small Heath. Il punto di partenza vero della storia è il furto di una cassa di armi destinata all’esercito, un errore che porta in città l’ispettore Chester Campbell (Sam Neill), mandato a recuperarle e a spezzare il potere della gang. Campbell inserisce nel pub degli Shelby Grace Burgess (Annabelle Wallis), che si presenta come nuova barista ma in realtà lavora come informatrice, e questo doppio livello tra indagine e attrazione sentimentale diventa subito uno dei motori della serie. Intanto Tommy sfrutta la situazione per allargare i propri affari nelle scommesse e incrina l’equilibrio con Billy Kimber (Charlie Creed-Miles), il boss che domina gli ippodromi.
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La stagione non serve solo a raccontare un’ascesa criminale, ma a fissare i nodi che torneranno più avanti. Ada Shelby (Sophie Rundle) rompe con la famiglia per la relazione con Freddie Thorne (Iddo Goldberg), sindacalista e comunista ricercato, mentre John Shelby (Joe Cole) sposa Esme Lee (Aimee-Ffion Edwards) per chiudere la faida con i Lee. Arthur Shelby (Paul Anderson), formalmente il fratello maggiore, mostra invece tutta la sua instabilità, segnata dal trauma di guerra e dall’incapacità di reggere il ruolo di leader. Nel finale esplode la guerra con Kimber: Danny Whizz-Bang viene ucciso, Tommy viene ferito ma riesce a sparare a morte a Kimber, assicurando ai Peaky Blinders il controllo del business delle corse. Parallelamente Campbell scopre il tradimento di Grace e la prima stagione si chiude con il loro scontro e con il colpo di pistola che lascia in sospeso il destino dell’ispettore, preparando il passaggio alla stagione successiva.
Stagione 2: lo scontro con Darby Sabini
La seconda stagione comincia con l’espansione dei Peaky Blinders a Londra, ma il primo colpo è personale: Freddie è morto e Ada è rimasta sola con il figlio, mentre Tommy riceve una lettera che gli ordina di “muoversi a sud”. A Londra la sua avanzata entra subito in rotta di collisione con Darby Sabini (Noah Taylor), che controlla una parte decisiva del sottobosco criminale della capitale. Tommy apre l’Eden Club a Camden Town e costruisce un’alleanza instabile con Alfie Solomons (Tom Hardy), gangster ebreo di Camden, sapendo fin dall’inizio che il loro rapporto sarà fatto di convenienza e tradimenti. In parallelo, la zia Polly Gray (Helen McCrory) ritrova il figlio Michael Gray (Finn Cole), sottrattole da bambino, e il suo ingresso nella famiglia Shelby cambia la linea di successione interna e apre il conflitto tra sangue, lealtà e ambizione.
Il vero snodo della stagione, però, è il modo in cui Campbell torna a controllare la vita di Tommy. Sopravvissuto agli eventi finali della prima annata, l’ispettore lo ricatta e lo costringe a partecipare a un piano politico che culmina al Derby di Epsom: Tommy deve organizzare la combine sulle corse e allo stesso tempo assassinare un alto ufficiale per conto dei servizi segreti. Nel frattempo Grace riappare nella sua vita, ormai sposata con un altro uomo, e la triangolazione con May Carleton (Charlotte Riley) non è soltanto sentimentale ma racconta due futuri possibili per Tommy. Il finale è molto più concreto di una semplice “ascesa”: Tommy porta a termine il piano, Sabini viene colpito sul suo terreno, Polly spara e uccide Chester Campbell, e Tommy stesso viene quasi giustiziato in un campo prima di essere salvato da un intervento legato a Winston Churchill. Subito dopo Grace gli rivela di essere incinta e Tommy le chiede di sposarlo: è un finale di vittoria, ma anche il momento in cui i suoi affari diventano definitivamente intrecciati con apparati statali, intelligence e politica sporca.
Stagione 3: la morte di Grace
La terza stagione si apre con il matrimonio tra Tommy e Grace, che sembra certificare il passaggio degli Shelby a una rispettabilità almeno apparente. In realtà è l’inizio della loro fase più pericolosa. Tommy viene coinvolto in un intrigo internazionale con i russi bianchi in esilio e con padre John Hughes (Paddy Considine), emissario di un’organizzazione politica clandestina vicina al potere. Il suo compito è far passare mezzi corazzati e organizzare un colpo che ruota attorno ai gioielli dei russi, ma presto diventa chiaro che Tommy è solo una pedina in un gioco molto più grande del suo. La tragedia arriva presto e sposta tutto il baricentro della stagione: durante una festa di beneficenza, il proiettile destinato a Tommy colpisce Grace e la uccide.
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Da quel momento la storia prende la forma di una vendetta che però produce altre conseguenze irreparabili. Tommy attribuisce la responsabilità ai Changretta e ordina ai fratelli di uccidere Angel Changretta, facendo precipitare una guerra che avrà effetti anche nella quarta stagione. Nello stesso tempo padre Hughes si rivela il nemico più insidioso: è lui a orchestrare il rapimento del piccolo Charlie per costringere Tommy a portare avanti il piano. Arthur, John e Michael continuano a essere trascinati dentro operazioni sempre più rischiose, mentre Tommy arriva a uccidere personalmente Hughes. Il finale non coincide con una liberazione piena: gli Shelby riescono a impossessarsi dei gioielli russi e Charlie viene salvato, ma Tommy fa arrestare l’intera famiglia nell’ambito di un accordo con le autorità per sottrarli a una condanna ancora peggiore. È uno dei punti di rottura più netti della serie, perché gli Shelby capiscono che Tommy li ha salvati, sì, ma decidendo da solo il loro sacrificio.
Stagione 4: la vendetta dei Changretta
La quarta stagione riparte nel dicembre 1925, quando i membri della famiglia ricevono la “Black Hand” che annuncia la vendetta dei Changretta per l’uccisione di Angel e per la morte del patriarca Vicente. Stavolta la minaccia non resta astratta: John viene raggiunto davanti a casa e ucciso, mentre Michael rimane gravemente ferito. È il trauma che costringe Tommy a riunire una famiglia che si era dispersa dopo gli arresti. A guidare la vendetta arriva da New York Luca Changretta (Adrien Brody), deciso a sterminare uno a uno gli Shelby con una logica da mafia americana, molto più fredda e sistematica rispetto ai nemici visti fino a quel momento. Tommy risponde arruolando Aberama Gold (Aidan Gillen) e il figlio Bonnie, e trasformando di nuovo la sua famiglia in un’organizzazione di guerra.
La parte più importante della stagione è il doppio gioco costruito intorno a Polly e Michael. A un certo punto sembra che Polly abbia davvero tradito Tommy per salvare il figlio, e la serie usa questa apparente rottura per far credere che Luca abbia vinto. Anche la presunta morte di Arthur Shelby è parte del piano. Nel finale, invece, il ribaltamento è completo: Arthur è vivo e uccide Luca in un agguato preparato dagli Shelby, mentre Tommy consolida il suo potere stringendo accordi con la mafia americana rivale dei Changretta. Sul piano politico, però, accade qualcosa di altrettanto decisivo: Tommy entra in Parlamento come deputato laburista di Birmingham South. Non è un dettaglio di contorno, ma il vero ponte verso la quinta stagione, perché da questo momento in poi la serie non parlerà più soltanto di affari criminali, ma del tentativo di Tommy di usare il potere istituzionale come nuova arma.
Stagione 5: l’ascesa del fascismo
La quinta stagione comincia nel 1929 con il crollo di Wall Street, che travolge le finanze degli Shelby e mostra quanto l’impero costruito da Tommy sia ormai esposto a dinamiche globali. Michael rientra dagli Stati Uniti con Gina Gray (Anya Taylor-Joy) e propone una ristrutturazione radicale della compagnia, nei fatti una sfida diretta alla leadership del cugino. Tommy lo respinge e lo estromette dal cuore del potere familiare, creando una frattura che diventerà centrale nella stagione successiva. Sul piano esterno, invece, il nuovo avversario è Oswald Mosley (Sam Claflin), politico fascista che intuisce le qualità di Tommy e prova a farne un alleato. Tommy decide di fingersi al suo fianco per sabotarlo dall’interno, ma così facendo si espone sempre di più a un mondo in cui la violenza privata e quella ideologica cominciano a coincidere.
Questa è la stagione in cui i nodi interni ed esterni arrivano quasi insieme al collasso. I Billy Boys attaccano la famiglia e crocifiggono il giovane Bonnie Gold, spingendo Aberama verso la vendetta. Arthur sprofonda sempre di più nella dipendenza e nella perdita di controllo, mentre Tommy è tormentato da visioni di Grace e da un’instabilità mentale che rende meno leggibili persino i suoi piani. Il finale al comizio di Mosley non va ricordato in modo astratto, ma per quello che succede davvero: Barney Thomason, il tiratore scelto scelto da Tommy per eliminare Mosley, viene ucciso prima di sparare; Aberama viene assassinato mentre sta per colpire Jimmy McCavern; Mosley resta vivo; Alfie Solomons ricompare a sorpresa, confermando di essere sopravvissuto; e l’intero attentato fallisce perché qualcuno ha tradito Tommy. È da questo fallimento, non da una generica “crisi”, che riparte la stagione 6.
Stagione 6: il primo epilogo
La sesta stagione si apre chiarendo subito le conseguenze del fallimento precedente: Polly è stata uccisa dall’IRA durante il tentativo di eliminare Tommy (una scelta obbligata dalla scomparsa dell’attrice), e Michael ritiene il cugino responsabile della morte di sua madre. È la perdita che ridisegna tutti i rapporti interni. Tommy prova a colpire i suoi nemici muovendosi tra Boston, Belfast e Londra, trattando con Jack Nelson (James Frecheville), potente uomo d’affari americano vicino ai fascisti, mentre Oswald Mosley e Diana Mitford (Amber Anderson) portano la minaccia politica a un livello ormai esplicito. Ma la stagione non vive solo di grandi trame geopolitiche: è devastata anche dal dolore domestico, perché Ruby Shelby (Heaven-Leigh Clee) si ammala e muore, trascinando Tommy in un vortice di colpa, superstizione e desiderio di punizione personale.
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Il finale è fitto di eventi concreti, e sono quelli che contano davvero in vista del film. Tommy organizza in Canada l’incontro definitivo con Michael Gray (Finn Cole), sostituisce l’auto destinata a lui con un’autobomba e lo fa esplodere, chiudendo la guerra interna annunciata sin dalla quinta stagione. A Birmingham, Duke Shelby (Conrad Khan) smaschera Billy Grade come informatore e lo uccide, mentre Finn Shelby (Harry Kirton), incapace di fermare l’esecuzione e ormai fuori dal perimetro di fiducia della famiglia, viene bandito. Tommy, convinto di avere un tubercoloma terminale diagnosticato dal dottor Holford, arriva quasi al suicidio, ma all’ultimo scopre da una fotografia su un giornale che Holford era in combutta con Mosley e Diana: la malattia era una messinscena studiata per indurlo a togliersi di mezzo da solo. Così la serie non finisce con la sua morte, ma con la sua sottrazione: Tommy rinuncia al suicidio, lascia bruciare il carro con la sua vecchia vita e riparte a cavallo. È l’esatto punto da cui può cominciare The Immortal Man, in arrivo su Netflix dal 20 marzo 2026.
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