Prima di arrivare alla conclusione desideriamo aprire una piccola parentesi su un dettaglio ma non ininfluente: il cerone che spalmano sul viso dei vampiri sembra pura archeologia cinematografica. Si vede tanto e sembra che vuoi fare Pierrot a Carnevale e non che sei pallido. Il povero Facinelli sembra un mimo di Piazza Duomo a Milano o a Campo dei Fiori a Roma. A Pattinson, a cui vogliamo bene davvero perché è simpatico e un bravo ragazzo, ma che non è Brando e la cui espressività è talmente difettosa da aver trovato la sua piena realizzazione solo nel  Cosmopolis di Cronenberg, quel pallore non giova. E dispiace davvero parlare male di questo escamotage perché è frutto della creatività della Hardwicke, che di tutti i registi che hanno preso in mano la Saga è l’unica a cui sia importato davvero qualcosa, che ne abbia capito in profondità lo spirito, che abbia messo in piedi il cast perfetto… del resto è anche vero che l’ha preso in mano quando aveva ancora dimensioni da film indie e si basava su un low low budget. Sì, Cate, ma il cerone da mimo proprio no…

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