Un caffè tra passato e futuro
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Un caffè tra passato e futuro

Un caffè tra passato e futuro

Anna Foglietta incontra se stessa nel corto Raccontami di me

Un biglietto misterioso, una donna insolitamente turbata all’ingresso di una caffetteria. Resta titubante per qualche attimo, poi decide di entrare, di togliere il soprabito e sedersi a

un tavolo ordinando un espresso. Beatrice decide di andare fino in fondo per scoprire chi le ha scritto quel messaggio. Pochi istanti più tardi entra una ragazza, molto più giovane di lei. Incrociano lo sguardo e istintivamente notano qualcosa di famigliare l’una nell’altra. Si siede al tavolo. Anche lei si chiama Beatrice, anche lei porta il cognome Tommaselli, hanno lo stesso ciondolo: sono la stessa persona.

È questo l’incredibile incrocio di cui è protagonista Anna Foglietta nel corto dal titolo Raccontami di me, un viaggio nel tempo che le permette di incontrare se stessa da giovane e, successivamente, la sua versione futura. Momenti brevi, un fugace scambio di battute mentre le tre donne sorseggiano un caffè, ma volti a sottolineare come le scelte che facciamo possano cambiare radicalmente il corso della nostra vita e, soprattutto, quanto  un buon consiglio può aiutarci in questo percorso. Perché, proprio come scritto sul biglietto che la protagonista svela nella conclusione: “Quello che sarai domani dipende dalle decisioni che prendi oggi”. Raccontami di me è l’innovativo progetto di Banca Mediolanum che, per adeguarsi al momento particolare in cui stiamo vivendo, ha deciso di affiancare allo spot tradizionale una comunicazione più nobile, quella della Settima arte, realizzando un film che parla del tempo, dell’importanza delle occasioni e della pianificazione a lungo termine per affrontare le scelte davanti a cui tutti noi ci troviamo ogni giorno, in un panorama di grande incertezza. Raccontami di me, diretto da Laura Chiossone, oltre ad Anna Foglietta vede impegnate nel cast anche Anita Zagaria e Paola Frasca, rispettivamente nella versione più anziana e più giovane della protagonista. Tre volti a cui corrispondo tre momenti cruciali nella vita di ognuno di noi, momenti in cui è fondamentale pianficare al meglio il proprio percorso ed essere consapevoli dei mezzi a propria disposizione.

«Lavorare con tre attrici di generazioni diverse è stata un’esperienza bellissima», ha raccontato Laura Chiassone. «È stato molto interessante perché si  percepisce proprio la differenza di approccio tra i tre soggetti. Paola fa parte di questa nuova ondata di giovani attrici che hanno una naturalezza e una grande generosità sentimentale ed emozionale. Anna è nel pieno della sua maturità artistica e ha raggiunto una grandissima capacità di espressione sulle sfumature, è una vera e propria “pianista” delle emozioni. Anita, a sua volta, ha uno stile differente, ha un grande controllo sul set, ma quando si inizia a girare apre degli squarci emozionali incredibili». 

Abbiamo chiesto a Roberto De Agostini, Head of Media & Public Relations, il perché di un cambio così radicale rispetto agli ormai celebri spot con Ennio Doris e quale fosse l’obiettivo di questa campagna, in cui il marchio fa un “passo indietro” rispetto alla storia raccontata.

Questo corto è l’inizio di un nuovo modo di comunicare per Banca Mediolanum?

«In questa particolare fase storica, con tantissime aziende colpite dall’emergenza sanitaria, la comunicazione deve essere rivista sia nella forma che nei contenuti. Il classico spot ci sembrava inadeguato. Abbiamo scelto la forma di comunicazione più nobile, il cinema, e una storia che mettesse al centro le persone e il messaggio che ci premeva, in una confezione emozionante e altamente qualitativa».

Qual è il messaggio?

«Tutti noi dobbiamo fare i conti con un allungamento della nostra esistenza, e al contempo con una situazione in cui i figli si emancipano economicamente molto tardi e i classici investimenti in titoli di stato non funzionano più come una volta. Per questo, nella prospettiva di una vita serena, la pianificazione finanziaria a lungo termine è importantissima».

Regista e interpreti sono tutte donne. Perché questa scelta?

«Perché è dimostrato che le donne hanno una innata sensibilità per la programmazione a lungo termine, per una prospettiva generazionale nelle loro scelte, dove invece gli uomini sono più attratti dall’accumulo nel medio o breve termine. E poi naturalmente per la qualità delle professionalità coinvolte, a partire dalla straordinaria Anna Foglietta».

 

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