Checco Zalone

Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali, è molto soddisfatto per l’approvazione di un nuovo decreto che obbliga i network italiani a dedicare parte del loro palinsesto a film, serie, documentari o cartoni di produzione europea e italiana.

In particolare, durante la fase del prime time (ore 18-23), la Rai è tenuta a programmare almeno due opere italiane a settimana, tra cui un film. Tutti gli altri canali, invece, possono fermarsi a quota 1. In aggiunta, il provvedimento obbliga i network a utilizzare anche una parte dei loro introiti in investimenti e produzioni di opere europee, di cui una percentuale dev’essere necessariamente italiana.

Che cosa significa questo? Beh, che nelle nostre tv ci saranno più film italiani in prima serata, e non a caso, i primi a gioirne sono organizzazioni quali l’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive multimediale) e l’Apt (Associazione Produttori Televisivi). Ha dichiarato il presidente di quest’ultima, Giancarlo Leone: «Il provvedimento mette sempre più al centro del sistema televisivo l’audiovisivo italiano dei produttori indipendenti e questo è un elemento di crescita per tutti».

Al momento i network non hanno rilasciato commenti ufficiali, ma alcune fonti riportano grande insoddisfazione da parte della Rai, Mediaset, e tutte le altre compagnie coinvolte.

Fonte: CDS

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