Per molto tempo è stato questo il cruccio di David Lowery, regista di Il Drago Invisibile. Il film in uscita il 10 agosto racconta l’amicizia tra Pete (Oakes Fegley) e un misterioso (e invisibile a tutti gli altri) drago verde che secondo la leggenda abiterebbe le foreste vicine a un villaggio sulla costa del Pacifico. La guardia forestale Grace (Bryce Dallas Howard), che ha sentito quella storia raccontata innumerevoli volte dal padre (Robert Redford), un giorno incontra Pete e non riuscendo a spiegarsi come il bambino sia sopravvissuto da solo per sei anni in quel luogo inospitale, cerca di scoprire se la creatura mitica esiste davvero.
L’esigenza del regista di rendere il drago una bestia mansueta capace di ispirare tenerezza deriva non solo dal fatto che ci troviamo in territorio Disney, dove il merchandising con vendita di pupazzi è parte del gioco, ma è figlia delle origini del progetto: la pellicola è l’adattamento del cult del 1977 Elliott, il drago invisibile, passato alla storia per la presenza dell’adorabile mostro del titolo, panciuto e giocherellone sputafuoco verde con ali, cresta e ciuffo color fucsia. «Non potevamo riutilizzare quella tonalità», spiega Lowery «perché allora il drago era un cartoon, mentre stavolta doveva sembrare una creatura vivente. Abbiamo mantenuto alcune caratteristiche, come la mandibola sporgente e il carattere pasticcione, ma alla fine per far sì che venisse voglia di abbracciarlo non c’era che un modo: coprirlo di un morbido pelo». «Davvero il nuovo Elliot è peloso?», hanno iniziato a scrivere scandalizzati i fan dell’originale su Twitter, e poco importa se Lowery ha sottolineato più volte che il film non è un remake, ma «un adattamento nuovo dell’amicizia tra Pete e il drago». Lo conferma il fatto che nella versione del 2016 scompare la struttura a musical dell’originale. «Si vedono troppi rifacimenti in giro di film che portiamo nel cuore», spiega Bryce Dallas Howard «ma quello che contava per me è che a rimanere intatto fosse il messaggio dell’originale, e cioè l’amicizia con un amico immaginario». Se esiste soltanto nella fantasia di Pete o meno, lo scopriremo al cinema, ma di sicuro il nuovo Elliott non è il primo drago peloso della storia del cinema: impossibile infatti dimenticare Falkor, il drago buono cavalcato da Atreiu ne La storia infinita, e alle cui sembianze canine sembra in parte ispirato. Certo di draghi nella storia del cinema ce ne sono stati tanti e alcuni indimenticabili, a partire dal protagonista del corto Disney del 1941 Il drago riluttante, più interessato a bere tè che a trasformarsi in un temibile sputafuoco.
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Foto © Walt Disney Productions
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