Un manifesto in punta di penna: la cover speciale di Roberto Recchioni per l'uscita di Ballerina su Best Movie di giugno
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Un manifesto in punta di penna: la cover speciale di Roberto Recchioni per l’uscita di Ballerina su Best Movie di giugno

Il fumettista Roberto Recchioni celebra l'uscita del nuovo capitolo dall'universo di John Wick, Ballerina, con una speciale cover dedicata all'atteso film. L'appuntamento nelle sale è per il 12 giugno!

Un manifesto in punta di penna: la cover speciale di Roberto Recchioni per l’uscita di Ballerina su Best Movie di giugno

Il fumettista Roberto Recchioni celebra l'uscita del nuovo capitolo dall'universo di John Wick, Ballerina, con una speciale cover dedicata all'atteso film. L'appuntamento nelle sale è per il 12 giugno!

ballerina best movie

Il numero di giugno di Best Movie è un numero speciale. Non solo perché celebra l’uscita nelle sale italiane di Ballerina, il primo spin-off dell’universo di John Wick, ma anche perché lo fa con una art cover da collezione firmata da uno dei più influenti fumettisti italiani: Roberto Recchioni. Autore, illustratore, curatore editoriale, e profondo conoscitore del linguaggio cinematografico, Recchioni reinterpreta la figura di Eve – la nuova letale protagonista a cui dà volto Ana de Armas – in un’illustrazione che mescola suggestioni pulp, stile da poster alternativo e cultura pop. 

 

 
 
 
 
 
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L’artista ha scelto di ritrarre il nuovo volto dell’universo wickiano in una posa sospesa, letale e simbolica, accentuando il contrasto tra la disciplina della danza e la brutalità dell’assassinio. La sua illustrazione non è solo un omaggio allo stile iper-coreografato della saga, ma una sintesi visiva di ciò che Ballerina promette di essere: una danza tra vita e morte, arte e violenza, estetica e narrazione. In un’unica immagine, Recchioni racchiude tutta la poetica visiva del mondo di John Wick: la grazia come arma, il corpo come linguaggio, il movimento come sopravvivenza.

Non è la prima volta che Best Movie coinvolge grandi firme del fumetto per raccontare il cinema da una prospettiva inedita, ma con Recchioni il dialogo tra immaginario illustrato e racconto cinematografico si fa ancora più diretto. Classe 1974, romano, ha legato il suo nome a testate fondamentali del fumetto italiano come Dylan Dog, Orfani e John Doe. È noto per la sua capacità di integrare riferimenti al cinema d’azione, alla letteratura di genere e al mondo dei videogiochi, creando universi narrativi dall’impronta visiva riconoscibile e densamente stratificati.

Diretto da Len Wiseman e nelle sale italiane dal 12 giugno con 01Distribution, Ballerina porta sullo schermo la storia di Eve Macarro, giovane killer cresciuta all’interno della Ruska Roma, la stessa organizzazione criminale che ha addestrato John Wick. Dopo l’assassinio della sua famiglia adottiva, Eve intraprende una missione di vendetta che la spinge a confrontarsi con nemici spietati e a fare i conti con il proprio passato.

un frame di Ballerina

Il film, collocato cronologicamente tra gli eventi di John Wick 3 e John Wick 4, vede il ritorno di volti noti come Ian McShane (Winston), Anjelica Huston (la Direttrice) e lo stesso Keanu Reeves, che fa un’apparizione speciale nei panni di Wick. Accanto a loro, anche Norman Reedus e Gabriel Byrne, in ruoli inediti. A trainare tutto, però, è Ana de Armas: intensa, fisica, carismatica, l’attrice cubana riesce a dare al suo personaggio una presenza scenica nuova, capace di affermarsi in un universo dominato finora da figure maschili.

Con tratti affilati e una composizione dinamica, la cover disegnata da Roberto Recchioni, come dicevamo, non si limita a rappresentare Ballerina: ne interpreta lo spirito più profondo. La figura di Eve emerge come simbolo di grazia armata, sintesi perfetta tra il linguaggio del corpo e l’istinto di sopravvivenza. Il tratto dell’illustratore valorizza proprio quell’ambiguità espressiva che nel film diventa chiave narrativa: la ballerina non è più una figura fragile, ma una macchina da guerra coreografata, una combattente che trasforma la propria fisicità in arma. L’eleganza diventa tensione, la posa statica prelude all’azione. 

Un’intuizione visiva che rispecchia anche le parole di Ana de Armas, la quale ha raccontato in un’intervista con Collider di come il film trasformi il concetto di combattere come una ragazza” in un superpotere. «Eve viene da un luogo di ferite profonde, è confusa, arrabbiata, in cerca di risposte. Quando nel film le viene detto “Combatti come una ragazza”, all’inizio è frustrata, lo vive come un limite. Ma è in quel momento che capisce qualcosa di fondamentale: le cose che pensava fossero uno svantaggio si rivelano una risorsa. Combattere come una ragazza può diventare la sua forza. E da lì cambia tutto. È come se all’improvviso si aprissero davanti a lei nuove possibilità. Capisce che può fare tutto ciò che fanno gli altri, e forse anche meglio». Proprio questa consapevolezza attraversa l’intero arco evolutivo di Eve: da vittima a predatrice, da oggetto narrativo a soggetto d’azione, il corpo femminile diventa in Ballerina strumento di conquista dello spazio. E l’illustrazione di Recchioni, con il suo equilibrio tra potenza visiva e simbolismo, ne è il manifesto più efficace.

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