«Un uomo di strada è un uomo del popolo, una donna di strada è una mignotta». Il monologo di Paola Cortellesi ai David 2018
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«Un uomo di strada è un uomo del popolo, una donna di strada è una mignotta». Il monologo di Paola Cortellesi ai David 2018

Partendo dalle tragicomiche discriminazioni nel linguaggio comune, l'attrice è arrivata a toccare temi importanti come le molestie sessuali e la disparità salariale

«Un uomo di strada è un uomo del popolo, una donna di strada è una mignotta». Il monologo di Paola Cortellesi ai David 2018

Partendo dalle tragicomiche discriminazioni nel linguaggio comune, l'attrice è arrivata a toccare temi importanti come le molestie sessuali e la disparità salariale

Ieri sera si è tenuta la 62ª edizione dei David di Donatello, dove l’emozione dei premiati non è stata la sola a dominare la cerimonia. Tra i vari momenti da ricordare, troviamo il monologo d’apertura di Paola Cortellesi, che ha dato il via all’evento introducendo una delle tematiche più calde degli ultimi tempi: la discriminazione di genere.

L’attrice è partita da un’analisi tragicomica del linguaggio comune tipicamente sessista, fino ad arrivare a una conclusione più intensa ed emotiva affiancata dalle colleghe, per far luce sulle reali discriminazioni affrontate ogni giorno dalle donne.

«È impressionante vedere come nella nostra lingua alcuni termini che nel maschile hanno il loro legittimo significato se declinati al femminile assumono improvvisamente un altro senso. Cambiano radicalmente, diventano luogo comune. Un luogo comune un po’ equivoco. Che poi a guardar bene è sempre lo stesso, ovvero un lieve ammiccamento verso la prostituzione.»

Con queste parole si è aperto il monologo, che è poi proseguito con i più svariati esempi:

«Un cortigiano è un uomo che vive a corte. Una cortigiana? Una mignotta. Un uomo di strada è un uomo del popolo. Una donna di strada? Una mignotta. Un uomo disponibile è un uomo gentile e premuroso. Una donna disponibile? Una mignotta. Un gatto morto è un felino deceduto. Una gatta morta? Una mignotta.»

Esempi su esempi, che tra un sorriso e l’altro non hanno mancato di far riflettere sull’amarezza di come – a conti fatti – queste non siano solo semplici parole, ma il punto di partenza di un atteggiamento che dalla bocca della gente finisce con il cambiare radicalmente la vita di ogni donna: dalle molestie sessuali alla differenza di salario, fino ad arrivare alla violenza domestica.

Ed è qui che gli esempi si fanno più drammatici, con l’arrivo sul palco di Jasmine Trinca, Claudia Gerini e le altre candidate e protagoniste femminili della serata, che al suono di “Te la sei cercata”, hanno ricordato come ogni giorno le donne non solo sono frequentemente vittime di ingiustizie, ma vengono anche considerate colpevoli di ciò che non riescono ad evitare.

Il discorso di Paola Cortellesi segue chiaramente la scia degli scandali scoppiati a Hollywood con il caso Weinstein, ma arrivati irrimediabilmente fino alla penisola. Così come gli Oscar, anche i nostri David di Donatello hanno visto l’edizione 2018 ruotare intorno alle tematiche femminili, con le attrici presenti alla cerimonia che  come le colleghe hollywoodiane hanno esposto sui loro vestiti la spilla di “Dissenso comune”, una lettera firmata lo scorso 1 febbraio da 124 attrici italiane contro le molestie nel mondo dello spettacolo.

Se volete vedere il monologo completo di Paola Cortellesi, potete trovarlo sulla piattaforma streaming della Rai, a QUESTO link, andando direttamente al filmato completo dell’evento al minuto 02:30.

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