È proprio vero che non ci sono più gli uomini di una volta. In Un fidanzato per mia moglie Camilla (Geppi Cucciari) è una donna sarda trapiantata a Milano per amore, che ha dovuto abbandonare l’adorato lavoro come speaker radiofonica. Depressa, si chiude in casa e diventa intrattabile. Il marito Simone (Paolo Kessisoglu) è esasperato e si fa trascinare da un amico in un’idea folle: ingaggiare il Falco (Luca Bizzarri), un tombeur de femmes che ha visto tempi migliori, per sedurre Camilla e arrivare a un divorzio rapido e indolore. In anteprima per Best Movie, vi mostriamo una clip dello strambo triangolo diretto da Davide Marengo e in sala a partire dal 30 aprile.
[s3mediastream]s3streamingvideo,,1,0,0,video+CLIP-geppi.mp4,sx6n7j5esnpf7,900,no,,videologo.png,bottom-left,http:++www.bestmovie.it+,no,600,400,no,bottom,,,#666,,no,no,no,bestmovie.it,0[/s3]E con la protagonista Geppi Cucciari abbiamo parlato del film, dei rapporti di coppia e della sua carriera:
Qual è il tema del film?
«Il modo in cui il lavoro – e l’autonomia non solo economica che ti dà – può influenzare la qualità della tua vita e quindi dei tuoi rapporti, per primo quello matrimoniale. Se manca, è molto più difficile. In più nel caso di Camilla, il mio personaggio, c’è anche il fatto che lei è lontana da casa, dalla famiglia e dagli amici. E poi sta con un uomo distratto… Altro grande tema questo! (ride). L’attenzione agli umori dell’altro è fondamentale per il benessere di coppia. Questa è una coppia che si ama e che è comunque in crisi».
Tu sei sposata da un anno circa (con il giornalista Luca Bonaccorsi, ndr), hai qualche suggerimento per allontanare il rischio-crisi?
«I consigli di cui avrei bisogno sono più di quelli che posso dare… Nei rapporti uomo-donna c’è molto di impalpabile che non puoi governare. Per il resto: rispetto, ascolto, mettersi nei panni dell’altro. Capita troppo spesso che quando parli di qualcosa che ti addolora trovi di fronte qualcuno che risponde “A me è successo…”, invece di cercare di capire».
Nel film riprendi questo personaggio di donna intrattabile che in un certo senso avevi anche ne L’arbitro e in Una donna per amica. Quanto ti ci rispecchi?
«Be’, delle tre donne che citi, una è ignorante al punto che quasi non sa parlare, l’altra evira il marito, e Camilla è depressa… Non è che le senta molto vicine a me! Non riesco a pensare nei termini di un “mio personaggio”. In tv cerco di essere me stessa, ma poi sono altro ancora, meno sicura e meno aggressiva di quanto non appaia. Forse il carattere che mi assomiglia di più è quello che interpreto in Passione sinistra, in cui sono l’amica fidata, che ti dice le cose senza troppi giri di parole, con una crudezza che può far ridere o infastidire. […]».
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