«Una delle cose peggiori che abbia mai visto»: questa nuova serie Netflix sta dividendo il pubblico
whatsapp

«Una delle cose peggiori che abbia mai visto»: questa nuova serie Netflix sta dividendo il pubblico

Mescola humour nero, volgarità e malinconia: la critica l’ha stroncata, il pubblico resta molto diviso ma non mancano pareri molto duri. A voi è piaciuta?

«Una delle cose peggiori che abbia mai visto»: questa nuova serie Netflix sta dividendo il pubblico

Mescola humour nero, volgarità e malinconia: la critica l’ha stroncata, il pubblico resta molto diviso ma non mancano pareri molto duri. A voi è piaciuta?

immagine dalla serie netflix alley cats

Ci sono serie che mettono d’accordo quasi tutti e altre che sembrano nate per generare discussioni. È il caso di Ricky Gervais Alley Cats, nuova serie animata per adulti arrivata su Netflix il 7 agosto 2026 e già al centro di reazioni molto contrastanti. Creata e scritta da Ricky Gervais, che presta anche la voce al protagonista, la prima stagione è composta da sei episodi brevissimi (15 minuti circa l’uno) e costruisce il proprio umorismo attorno a un gruppo di gatti randagi londinesi.

Il protagonista è Gus, un gatto cinico, arrogante e pigro che vive insieme a Fang, Puke, Olive e Rupert, animale domestico ben più privilegiato degli altri e proprio per questo bersaglio costante delle loro battute. L’equilibrio del gruppo cambia quando i protagonisti incontrano Kitten, una gattina smarrita che cercano di riportare dalla sua famiglia. Quello che inizialmente sembra soltanto il pretesto per una serie di gag diventa così il filo conduttore della stagione, permettendo alla serie di alternare comicità volgare e momenti più malinconici.

Dietro parolacce, battute sessuali e umorismo scatologico, Alley Cats affronta infatti temi come morte, malattia, solitudine, amicizia e paura di essere dimenticati. Il risultato ricorda per certi versi il Gervais di After Life, soprattutto nella continua oscillazione tra cinismo e sentimentalismo. Anche l’animazione lavora sul contrasto: lo stile 2D è volutamente semplice e rassicurante, mentre dialoghi e situazioni sono decisamente rivolti a un pubblico adulto.

Leggi anche: Catflix, è come Netflix ma coi gatti: ecco la piattaforma streaming perfetta per gli amanti dei mici

È proprio questa formula ad aver spaccato la critica. Le recensioni professionali sono state in larga parte negative, con diversi commentatori che hanno accusato la serie di affidarsi troppo alla volgarità e alla provocazione, senza riuscire sempre a trasformarle in comicità efficace. Altri hanno invece apprezzato proprio il contrasto tra brutalità e tenerezza, individuando nel rapporto tra Gus e Kitten la parte più riuscita della storia.

Tra gli spettatori, però, le reazioni sono ancora più estreme. Su Metacritic un utente ha scritto che Alley Cats sarebbe «la cosa peggiore che Gervais abbia mai realizzato e una delle peggiori che abbia mai visto», mentre un altro ha sintetizzato la propria esperienza con una frase durissima: «Non fa ridere, fa fisicamente male». C’è anche chi ha respinto l’idea che il problema sia il carattere offensivo della serie: «Nessuno è offeso. È semplicemente un lavoro che non fa ridere».

Dall’altra parte non mancano però giudizi entusiasti. Un utente ha scritto che «Alley Cats mi ha conquistato dall’inizio alla fine», mentre un altro l’ha definita «dolce in maniera sincera». Su Rotten Tomatoes compare anche una reazione che riassume bene il fronte dei fan: «Ho riso, ho pianto, ho provato imbarazzo… pura gioia».

Leggi anche: Flow, perché quella agli Oscar 2025 è una vittoria storica per l’animazione

Più che una serie semplicemente riuscita o fallita, Alley Cats sembra quindi essere diventata un vero test per il pubblico di Ricky Gervais: chi ama il suo umorismo più recente ritrova qui quasi tutti i suoi temi ricorrenti, mentre chi lo considera ormai ripetitivo vede nella serie la conferma di una formula arrivata al limite.

© RIPRODUZIONE RISERVATA