Nel mare di teorie che circondano il mondo di One Piece, non è raro che i fan tornino indietro di anni per rileggere dettagli apparentemente secondari che, alla luce degli ultimi sviluppi, assumono un peso del tutto nuovo. Ma raramente un indizio passato è risultato tanto sorprendente quanto quello riemerso dal capitolo 660, pubblicato nel lontano 2012, durante l’arco narrativo di Punk Hazard. In quel momento, la ciurma di Cappello di Paglia era impegnata in un’avventura lontana dai grandi misteri del Governo Mondiale, eppure, secondo molti lettori, proprio in quella cornice Eiichiro Oda avrebbe già seminato un tassello cruciale per il finale della serie.
ATTENZIONE: contiene spoiler sugli ultimi numeri di One Piece!
L’ipotesi nasce da un collegamento con gli eventi più recenti dell’arco di Elbaph, dove ha fatto la sua comparsa Imu, il misterioso leader ombra del Governo Mondiale. La sua abilità, chiamata Domi Reversi, gli consente di manipolare la volontà di chiunque colpisca, rendendolo una minaccia senza precedenti per Rufy e i suoi compagni. La sua presenza sull’isola dei giganti, però, non sembra dettata solo dal desiderio di eliminare il protagonista: Imu sembra intenzionato a trasformare l’intera popolazione di Elbaph in un esercito personale di colossi sotto il proprio controllo. Un piano inquietante, che tuttavia potrebbe avere radici ben più antiche di quanto si pensasse.
Durante l’arco di Punk Hazard, Nami e Chopper attraversano un tunnel sotterraneo nel Terzo Istituto di Ricerca dell’isola mentre cercano di liberare i bambini sottoposti agli esperimenti di Caesar Clown. In una sequenza rapida, quasi dimenticata, i due si imbattono in un corridoio le cui pareti sono ricoperte di enormi figure congelate. All’epoca la scena passò quasi inosservata, ma oggi, con la prospettiva offerta dagli ultimi capitoli, quella galleria di giganti intrappolati nel ghiaccio sembra molto più significativa.

Gli esperimenti di Caesar miravano a comprendere se fosse possibile trasformare esseri umani comuni in giganti, e le successive rivelazioni dell’arco di Wano hanno mostrato come i mostruosi Numbers dei Pirati delle Bestie fossero proprio il risultato di quei tentativi falliti. Tutto ciò lega direttamente Punk Hazard alle ricerche sul potere dei giganti, suggerendo che i corpi congelati visti da Nami e Chopper non fossero un semplice dettaglio di ambientazione, ma parte di un progetto rimasto nell’ombra per anni.
A confermare l’importanza di questa pista contribuiscono anche gli ultimi capitoli dedicati a Elbaph. Il capo Jarul cita infatti una leggendaria ciurma di carpentieri giganti, la Galleila, che secoli prima lasciò l’isola per esplorare il mondo. Di loro si sono perse le tracce, ma secondo alcune teorie avvalorate dalle parole di Rocks D. Xebec, sarebbero ancora vivi da qualche parte nella Rotta Maggiore. È possibile che proprio quei giganti congelati su Punk Hazard siano i membri perduti di quell’antica spedizione, tenuti in stasi per ragioni che solo il Governo Mondiale conosce.
Se così fosse, la guerra finale tra Rufy e Imu assumerebbe una dimensione ancora più ampia, intrecciando esperimenti, antiche leggende e il destino stesso dei giganti. Oda potrebbe aver nascosto sotto gli occhi dei lettori, per oltre un decennio, il seme della sua conclusione. E mentre l’arco di Elbaph prepara il terreno per lo scontro decisivo, il tunnel ghiacciato di Punk Hazard riemerge come una delle più geniali e inquietanti anticipazioni dell’intera saga.
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