Un’icona internazionale del cinema approda in una delle serie più amate della TV italiana: Whoopi Goldberg sarà nel cast di Un posto al sole, in occasione del trentennale della soap. L’annuncio, accolto con grande entusiasmo, è arrivato nel corso della presentazione dei palinsesti Rai 2025-2026 a Napoli, dove l’attrice statunitense è intervenuta in persona per confermare la sua partecipazione.
La vincitrice di Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award — uno dei rari talenti ad aver completato l’ambitissimo “EGOT” — sarà protagonista di una storyline originale e misteriosa, in onda nel 2026. Il suo personaggio, definito dagli autori come un “recurring character”, entrerà in scena con un intreccio sentimentale che coinvolgerà uno dei volti storici della soap ambientata a Palazzo Palladini. Un arco narrativo pensato per rendere ancora più speciale il trentesimo anniversario della serie più longeva della televisione italiana.
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Conosciuta in tutto il mondo per ruoli iconici come Deloris Van Cartier in Sister Act e la sensitiva Oda Mae Brown in Ghost – Fantasma (che le valse l’Oscar), Goldberg ha attraversato decenni di storia del cinema, del teatro e della televisione. L’attrice è diventata celebre nel 1985 con Il colore viola di Steven Spielberg e da allora ha costruito una carriera unica, spaziando dalla commedia al dramma, fino alla conduzione degli Oscar — prima donna nera nella storia a ricoprire quel ruolo.
L’amore di Whoopi Goldberg per l’Italia non è nuovo. La star ha comprato una casa a Stintino, in Sardegna, dove trascorre lunghi periodi dell’anno, e ha spesso dichiarato il suo affetto per la cultura e lo stile di vita italiani. Proprio durante un’intervista alla Rai ha raccontato di sentirsi a casa nel nostro Paese: «In Sardegna si vive meglio che in America, le persone sono più serene. Noi americani siamo sempre stressati».
La presenza di Goldberg in Un posto al sole rappresenta una vera svolta, non solo per la soap ma per tutta la televisione italiana. Rai Fiction e Fremantle, insieme al Centro di Produzione TV Rai di Napoli, celebrano questa partecipazione come un traguardo importante, che suggella trent’anni di racconto quotidiano e di successo popolare.
