Netflix ha appena aggiunto una serie che, nel giro di pochi giorni, è diventata un piccolo fenomeno tra gli abbonati. Gli utenti la definiscono «assolutamente travolgente» e «da vedere tutta d’un fiato», mentre sui social è già partita la corsa al rewatch di un titolo che molti avevano dimenticato, ma che merita di essere riscoperto.
La serie in questione è Nurse Jackie, un dramma intenso e ironico ambientato nel reparto d’emergenza di un ospedale di New York. Protagonista è Edie Falco, l’indimenticabile Carmela Soprano, che qui interpreta Jackie Peyton, un’infermiera esperta, brillante e compassionevole, ma anche profondamente fragile. Ogni giorno salva vite, mentre in segreto combatte una battaglia personale contro la dipendenza da antidolorifici che rischia di distruggerla.
Nel corso delle sue sette stagioni, Nurse Jackie racconta con sguardo crudo e disincantato la doppia vita di una donna intrappolata tra il bisogno di aiutare gli altri e l’incapacità di salvare se stessa. Lontana dai toni patinati di molte serie mediche, la serie mescola dramma e dark comedy, affrontando temi come il senso di colpa, la solitudine e la moralità con una scrittura sempre tagliente e realistica.
Attorno a Jackie si muove un cast di personaggi imperfetti ma irresistibili: Merritt Wever, Peter Facinelli e Paul Schulze danno vita a colleghi e amici che oscillano tra empatia e cinismo, amplificando il senso di caos e umanità che permea ogni episodio.
Su Reddit e Rotten Tomatoes i commenti parlano chiaro: «Sette stagioni, 80 episodi di pura televisione da divorare», scrive un utente entusiasta. «Witty dialog, storie complesse, personaggi profondi. Edie Falco è semplicemente straordinaria», aggiunge un altro. E molti lodano il finale, considerato uno dei più coerenti e potenti mai visti in TV: «Un 10 su 10 assoluto. Non poteva finire in modo migliore».
Arrivata su Netflix dopo anni di assenza dalle piattaforme, Nurse Jackie è tornata a far parlare di sé non solo per il suo realismo tagliente, ma anche per la sua capacità di raccontare il lato più fragile dell’eroismo quotidiano. Un titolo da (ri)scoprire, che conferma quanto la grande serialità sappia essere spietata, commovente e — come dicono gli utenti — “impossibile da mettere in pausa”.
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Fonte: Unilad
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