«Vada a farsi fot**re!»: Martin Scorsese al centro delle polemiche dopo le sue parole sulla IA
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«Vada a farsi fot**re!»: Martin Scorsese al centro delle polemiche dopo le sue parole sulla IA

Le ultime dichiarazioni del leggendario regista hanno preso in contropiede molti addetti ai lavori

«Vada a farsi fot**re!»: Martin Scorsese al centro delle polemiche dopo le sue parole sulla IA

Le ultime dichiarazioni del leggendario regista hanno preso in contropiede molti addetti ai lavori

Martin Scorsese

Nelle ultime ore hanno tenuto banco le parole di Martin Scorsese sull’uso sempre più diffuso dell’Intelligenza Artificiale nelle produzione hollywoodiane. A sorpresa il leggendario regista è stato infatti annunciato come consulente della società di sviluppo di IA Black Forest Labs, cosa che creato più di una perplessità tanto nel pubblico quanto tra gli addetti ai lavori.

Tra le voci più critiche ad essersi alzate vi è senza dubbio quella di Boots Riley, rapper e filmmaker reduce dalle realizzazione della commedia I Love Boosters che non ha esitato a definire il ruolo di Scorsese come un vero e proprio “tentativo di spingere l’industria cinematografica” verso la IA generativa, suggerendo inoltre che sia entrato in azienda solo per mero guadagno economico. In un post diffuso su X Riley ha infatti scritto:

La mia ipotesi: a 83 anni, hanno dato alla sua famiglia una carriolata di soldi (loro gettano decine di milioni a destra e a manca) desiderava il flusso di reddito per i suoi familiari e sente che la IA cadrà comunque a faccia in giù, quindi non gliene frega un c**zo. Se non è così, vada a farsi fot**re. Altrimenti, andare a vedere I Love Boosters già oggi.”

Il rapper e filmmaker ha poi approfondito la sua posizione – non senza ricorrere a un certo sarcasmo – entrando nel merito dell’effettiva utilità delle IA nella realizzazione dei film:

Diciamo di sì, il problema con il fare film è ‘prima di questo non avevamo gli strumenti per essere creativi’. Per essere chiari, il mio sarcasmo non riguarda il fatto che lui usi la IA, probabilmente mi limiterei prenderlo in giro in privato. Si tratta di lui che usa la sua cache per promuovere tutto questo e tentare di spingere l’industria verso la IA. Hanno bisogno di lui. Un trilione speso per la IA generativa e questa non salva ancora nessuno né ha cambiato i film.”

Riley ha addirittura condiviso alcuni dei suoi “storyboard DISEGNATI TERRIBILMENTE” per I Love Boosters, spiegando come gli strumenti messi a disposizione da Black Forest Labs per la creazione degli storyboard non siano affatto necessari nella loro creazione:

In seguito, abbiamo chiesto a un artista straordinario di rifarli, ma abbiamo pianificato la maggior parte della preparazione utilizzandoli. Ha funzionato. Non è necessaria l’intelligenza artificiale per fare queste cose.”

Nella giornata di martedì Martin Scorsese aveva così commentato il suo coinvolgimento come consulente per Black Forest Labs, definendo “creativamente liberatoria” l’uso delle IA nella realizzazione degli storyboard:

Da 70 anni creo i miei storyboard. C’è sempre stato questo problema di come comunicare ciò che vedi nella tua testa al cast e alla troupe. Ci sono alcune cose che devi vedere e sentire. Sono interessato all’intersezione tra tecnologia e narrazione e a vedere come ciò possa spingere i limiti della creatività per creare esperienze più profonde e ricche per il pubblico.”

Il leggendario regista ha poi continuato: “Ricordate, il cinema è un mezzo giovane, ha solo circa 125 anni, quindi dobbiamo essere aperti a come può evolversi. Ho utilizzato il 3D con Hugo e la tecnologia di de-invecchiamento per The Irishman. Ora, con questo strumento, posso condividere ciò che sto visualizzando in modo più chiaro ed efficiente con il mio team creativo —lo scenografo, l’art designer e il direttore della fotografia— affinché possano basarsi per arricchire l’intelligenza cinematografica. Di recente l’ho testato su una scena e la possibilità di visualizzare e condividere immediatamente lo storyboard è stata creativamente liberatoria. Durante il processo di pre-produzione, il tempo costa denaro, e questo ci ha permesso di muoverci più velocemente senza sacrificare la qualità o l’artigianato.”

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Foto: Tibrina Hobson/Getty Images 

Fonte: Deadline

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