Venezia 2025, dal red carpet riflettori puntati puntati sulla Palestina
telegram

Venezia 2025, dal red carpet riflettori puntati puntati sulla Palestina

Davanti al red carpet della Mostra si è tenuta la conferenza stampa che anticipa il corteo in programma sabato 30 agosto al Lido, al quale parteciperanno decine di associazioni e personalità dello spettacolo

Venezia 2025, dal red carpet riflettori puntati puntati sulla Palestina

Davanti al red carpet della Mostra si è tenuta la conferenza stampa che anticipa il corteo in programma sabato 30 agosto al Lido, al quale parteciperanno decine di associazioni e personalità dello spettacolo

stop al genocidio a venezia 82

Si è tenuta questa mattina davanti al red carpet della Mostra del Cinema di Venezia la conferenza stampa di presentazione della mobilitazione prevista per sabato 30 agosto, quando centinaia di associazioni, collettivi e realtà politiche provenienti dal Veneto e da altre regioni italiane sfileranno al Lido per chiedere lo “stop al genocidio in Palestina”. Un’iniziativa che intende sfruttare la visibilità internazionale del festival per puntare i riflettori su Gaza.

Davanti a giornalisti, operatori e passanti, i promotori hanno ribadito la necessità di non isolare la Mostra dalla realtà drammatica che si consuma in Medio Oriente – come fatto nei giorni scorsi anche dal collettivo Venice4Palestine. Le voci delle associazioni hanno sottolineato come a Gaza continuino i bombardamenti contro ospedali, scuole e campi profughi, con la popolazione civile privata di cibo e acqua, mentre giornalisti e medici vengono colpiti. È stato ricordato anche il sequestro di navi umanitarie come la Freedom Flotilla e, in Cisgiordania, le violenze dei coloni armati che alimentano un sistema definito di apartheid permanente.

L’occupazione di Gaza annunciata dal governo israeliano è stata indicata come l’ennesima escalation “che ha superato ogni limite di umanità e di diritto internazionale”. Secondo gli organizzatori, Italia ed Europa non sono spettatori neutrali ma attori complici, per via delle forniture di armi, degli accordi economici e della copertura diplomatica concessa a Israele. Per questo, hanno ribadito, la mobilitazione intende portare una presa di posizione “non più negoziabile”: fermare il massacro, interrompere la vendita di armi e rompere la complicità occidentale.

Un aspetto rilevante, emerso durante la conferenza, è il sostegno ricevuto dal mondo della cultura e del cinema. Decine di registi, attori, sceneggiatori e tecnici hanno sottoscritto l’appello, da Marco Bellocchio a Valeria Golino, da Toni Servillo ad Alba Rohrwacher, insieme a numerose associazioni professionali del settore. Un fronte trasversale che chiede che il cinema non resti in silenzio ma diventi strumento di denuncia.

Il corteo partirà sabato 30 agosto alle ore 17.00 da Santa Maria Elisabetta al Lido di Venezia e si dirigerà verso gli spazi della Mostra. Una scelta definita “simbolica e politica”, per rompere il silenzio e portare dentro uno degli eventi culturali più seguiti al mondo l’urgenza di una presa di posizione chiara sulla Palestina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA