La collaborazione tra il regista spagnolo Carlos Saura e il direttore della fotografia tre volte premio Oscar Vittorio Storaro (insieme nella foto in basso a sinistra) ha dato un altro frutto. Dopo Flamenco, Tango, Taxi e Goya la coppia d’;assi italo-spagnola firma infatti Io, Don Giovanni, annunciato ieri alla 65esima Mostra del Cinema di Venezia nella splendida cornice dell’;Hotel Excelsior. Il racconto si concentra su una parte di quella che fu la lunga e affascinante vita del poeta e librettista italiano (ebreo di nascita convertitosi al cristianesimo) Lorenzo Da Ponte, autore del Don Giovanni insieme all’;amico Wolfgang Amadeus Mozart. Un sodalizio, quello tra i due, che portò a compimento oltre che del Don Giovanni (1987) anche di capolavori come Le nozze di Figaro (1786) e Così fan tutte (1790). Uno spezzone di qualche minuto è stato mostrato in anteprima durante la conferenza stampa, risultando sufficiente a suscitare l’;attesa dei presenti che hanno inondato di domande i convenuti. Macchina fotografica al collo, il regista ha generosamente risposto a tutte le domande raccontando in primo luogo la genesi di quello che è il suo 40esimo film: «L’;idea risale oramai a circa quattro anni fa. Io amo profondamente la musica e trovo che la storia del protagonista, che visse fino a 87 anni tra Venezia, dove conobbe Casanova e ne condivise la vita dissoluta, Vienna, dove collaborò con Mozart e Salieri, Londra e infine New York, dove morì, estremamente affascinante». Raccontare tutto questo sarebbe stato assai complesso e allora Saura si è concentrato sul periodo viennese dove, alla corte dell’;imperatore Giuseppe II, i due artisti concepirono e scrissero quello che in seguito sarebbe stato considerato uno dei massimi capolavori della storia della musica e della cultura occidentale. Prodotto da Italia (Edelweiss Production) e Spagna (Radio Plus) con il contributo del ministero, il film è stato girato completamente in studio, tra Alicante e Roma, dove l’;atmosfera è stata creata attraverso foto di ambienti reali e resa magica dalle luci di Storaro che con un certo rammarico ha notato «qui a Venezia sono venuto spesso, ma sempre con film stranieri, mai con un italiano». Alla domanda sul perché lavori più all’;estero che in Italia risponde: «Molti qui mi associano solo alle grandi produzioni americane, ma io sono in grado di adattarmi se il progetto è serio e parla un linguaggio davvero cinematografico. Per esempio Caravaggio era perfettamente nelle mie corde e vi ho aderito con entusiasmo. Spesso invece quello che mi propongono sarebbe più adatto a una versione letteraria o radiofonica…». Per il ruolo di Lorenzo Da Ponte è stato scelto Lorenzo Balducci (nella foto) (Il sole nero, Last minute Marocco) che in comune con il protagonista ammette «Ho soltanto il nome! Lui era un genio; per immedesimarmi mi sono imposto di credere di essere io l’;autore di quei capolavori». Proprio come tutti i presenti anche l’;attore romano si è rivisto solo ieri sullo schermo (il film è ancora in fase di montaggio) nella scena in cui, truccato e imparruccato di tutto punto, prefigura all’;amico Mozart (con parole che diventano subito immagini) l’;antefatto del Don Giovanni. E’; ancora lui il protagonista (in un gioco di perfetta immedesimazione) dell’;onirica rappresentazione che prende vita alle sue spalle e in cui l’;affascinante seduttore, insinuatosi con l’;inganno tra le lenzuola di Donna Anna, è costretto a una fuga repentina quando lei si accorge ch’;egli non è il suo fidanzato. E proprio di questa scena Balducci ha raccontato un aneddoto: «avrei voluto saltare dal balcone per immedesimarmi meglio nel personaggio, ma non me l’;hanno fatto fare perché era solo il primo giorno di riprese e non potevo rischiare di farmi male…». L’;appuntamento in sala, ha annunciato Andrea Occhipinti di Lucky Red – che distribuirà la pellicola – è per la prima parte del 2009.

Al.Za.

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