Per lasciarsi avvolgere dalle atmosfere meravigliose eppur così familiari di Hayao Miyazaki non servono grandi sforzi. Come era accaduto quando insieme alla piccola Chichiro ci eravamo avventurati tra le magiche vie de La città incantata (2001, Oscar come Miglior Film d’;animazione) o quando senza batter ciglio ci eravamo intrufolati al fianco della povera Sophie ne Il castello errante di Howl (2004, in concorso alla 61esima Mostra del Cinema), anche stavolta immergerci nel coloratissimo e stralunato mondo marino di Ponyo on the Cliff by the Sea (letteralmente Ponyo sulla scogliera sul mare) è questione di un attimo. Presentato lo scorso weekend alla 65esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema, l’;anime di Hayao Miyazaki (Leone d’;oro alla carriera nel 2005) è stato accolto subito con grande calore (e standing ovation) dalla stampa, largamente delusa dai titoli proposti nei primi giorni del festival. Quel desiderio di lasciarsi cullare dalle linee sinuose dei paesaggi con cui il regista dipinge il Sol Levante è stato esaudito anche stavolta, trasformando la fervente attesa dei giornalisti, che hanno gremito puntuali la Sala Perla e il PalaLido, in uno tsunami di emozioni. E mai parola fu più azzeccata, considerato che ad attraversare tutto il film è proprio un’;inarrestabile e impetuosa reazione della distesa blu. Distesa da cui la pesciolina (che col piccolo animale ha visivamente ben poco in comune) protagonista della storia decide di fuggire. Un incontro casuale, anzi voluto dal destino, la fa rotolare nelle mani di Sosuke, bimbo di cinque anni dotato di sensibilità e intelligenza disarmanti che adotta la pesciolina e la battezza Ponyo. Tra i due, seppur apparentemente così distanti, l’;intesa è immediata e nasce subito una speciale amicizia. Ma Ponyo arriva dagli abissi ed è lì che il suo strambo papà Fujimoto vuole che torni per proteggerla da quell’;abominevole e stolta razza che sono gli esseri umani, cui lui stesso una volta apparteneva. Ed è proprio nel punto più lontano da quegli abissi che abita invece il piccolo Sosuke, che insieme alla sua mamma Lisa vive sopra alla cima di una scogliera. Il divieto paterno imposto alla dolce e vivace Ponyo nulla potrà per impedire alla pesciolina di tentare la fuga e coronare il suo grande sogno di avere mani e piedi come il suo amico Sosuke. Impresa assai difficile questa, che richiederebbe forse un miracolo, l’;apertura di un varco magico o uno squarcio capace di creare un contatto tra due mondi così vicini eppur così distanti. Una magia di cui il maestro Miyazaki, capace con le sue storie di traghettarci dove vuole, sembra conoscere la formula segreta…

Al.Za.

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