Un giorno non così perfetto quello trascorso al Lido da Ferzan Ozpetek, il cui nuovo atteso film presentato in concorso ( Un giorno perfetto , appunto) ha riscosso un’;accoglienza piuttosto tiepida da parte della critica. Tratto dal romanzo omonimo di Melania G. Mazzucco, il film è la sofferta storia di Emma (una dolentissima e convincente Isabella Ferrari nella foto) e Antonio (Valerio Mastandrea, come sempre ricco di chiaroscuri), una coppia separata con due figli che si trova al centro di un dramma a tinte nerissime. Colpa del marito, di professione poliziotto, che non si dà pace dopo l’;abbandono da parte della donna; e che – nel corso di una sola giornata – trascinerà la moglie in un vortice da cui sarà impossibile uscire. Accanto ai due protagonisti, tanti altri personaggi a fare da “coro”: la madre di Emma (Stefania Sandrelli), una sensibile professoressa (Monica Guerritore), un politico incapace di sentimenti (Valerio Binasco) e la sua giovane e insoddisfatta compagna (Nicole Grimaudo)… Il film forse non ha convinto del tutto proprio a causa della svolta “nera” del regista di origini turche, per la prima volta alle prese con un soggetto non originale. «Quando il produttore Domenico Procacci mi ha proposto di girare questo film ero davvero scettico, rivela Ozpetek in conferenza stampa, ma poi ho letto la bella sceneggiatura di Sandro Petraglia, e il romanzo di Melania, che avevo comprato ben due volte ed era ancora intonso sulla mia libreria. Una storia di violenza che mi ha emozionato e spaventato, convincendomi ad accettare la sfida». E un’;altra sfida l’;hanno dovuta affrontare i protagonisti. Racconta Isabella Ferrari: «Avevo amato molto il romanzo, e quando ho saputo che Ferzan aveva aperto il casting per il film mi sono auto-candidata per il ruolo di Emma, pur sapendo che c’;erano altre attrici in lizza (su tutte Valeria Golino, ndr). Non l’;avevo mai fatto prima». Mentre Valerio Mastandrea confessa la difficoltà di «vivere ogni giorno un clima intriso di violenza, la cosa più difficile da riconoscere e rappresentare»; e scherza sul fatto che Ozpetek vada raccontando a tutti di averlo scritturato dopo più di un rifiuto da parte di altri attori (aveva pensato anche a Fiorello). Stemperando a modo suo la tensione accumulata durante la visione del film.

Ma.Ca.

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