Matteo Garrone per Gomorra (nella foto a destra una scena) e Paolo Sorrentino per Il divo (nella foto a sinistra) sono i vincitori della seconda edizione del Premio Siae alla creatività. I riconoscimenti sono stati consegnati ieri, nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, dal presidente Siae Giorgio Assumma che ha specificato come questo premio voglia riconoscere il merito a opere che abbiano valorizzato la cinematografia italiana nel mondo. Per Garrone – premiato perché “con un linguaggio e uno stile documentarista e sperimentale e un respiro epico è stato capace di mostrare le mutazioni antropologiche e sociali del nostro Paese” – ha ritirato il premio il produttore di Gomorra Domenico Procacci. Sorrentino, invece, era presente al Lido e dopo avere ascoltato la lettura della motivazione al suo premio (“Alle prese con un personaggio e un periodo storico controversi, Paolo Sorrentino con un linguaggio grottesco ed espressionistico ha dato vita a un personaggio totalmente inventato e realizzato un film che va ben oltre l’attualità contingente”) ha commentato: «apprezzo molto ma non sono d’accordo con la motivazione quando dice ‘totalmente inventato’», e ha aggiunto: «questa creatività premiata, però, non è solo mia ma anche dei produttori del film Andrea Occhipinti, Maurizio Cappolecchia, Francesca Cima e Nicola Giuliano che hanno svolto un ruolo tutt’altro che marginale nella creazione». La premiazione è stata preceduta da una tavola rotonda organizzata dalla Società italiana degli autori ed editori intitolata “Il diritto d’autore tra democrazia e creatività” dove si è fatto il punto sulla situazione italiana. Tra gli intervenuti, Giorgio Assumma che ha parlato dell’importanza di vincere l’arretratezza del mercato multimediale e Frédéric Bokobza del ministero della cultura francese che ha illustrato il modello recentemete adottato Oltralpe per la lotta alla pirateria attraverso una legge non ostativa ma con vocazione pedagogica e di promozione.

Si.Mu.

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