Cosa succede se diventasse imminente l’arrivo degli extraterrestri? Prova a domandarselo Gianni Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, il fumettista italiano con il suo esordio L’ultimo terrestre, selezionato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Accolto con applausi convinti dalla stampa L’ultimo terrestre, tratto dal fumetto Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti, ha come protagonista Luca Bertacci (Gabriele Spinelli, per la prima volta sul grande schermo), un quarantenne che sopravvive lavorando come cameriere al Bingo, rifiutando relazioni con le donne se non prostitute e avendo come unico vero amico, Roberta, un trans (un bravo Luca Marinelli, protagonista de La solitudine dei numeri primi). Intorno a lui si muovono altri personaggi, come il padre, uno stanco contadino che coltiva un segreto, un trio di colleghi, ossessionati dalle donne e resi meschini dall’invidia. Alla notizia del possibile arrivo degli extraterrestri le reazioni sono diverse. Tra l’indifferenza e la paura, c’è pure chi approfitta del momento per trarne guadagni con finti convegni e finte teorie. «Ho creato personaggi», spiega Gipi, «che sono delle macchiette. Sono tutti malvagi. François Truffaut diceva che i personaggi dovevano avere del bene e del male. Ma credo anche che Truffaut non abbia conosciuto l’Italia del 2011. E se penso alla nostra classe dirigenziale vedo che ci sono tante macchiette».  «Ho cercato di capire il mio personaggio», racconta il protagonista, «esplorando il disagio. Era il mio primo ruolo da protagonista, l’ho accettato solo perché conosco il lavoro di Gipi e avevo lavorato per lui come montatore. Mi piace il suo sguardo e la sua ironia».

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