Mildred Pierce, la mini-serie interpretata da Kate Winslet e tratta da un testo omonimo del 1941 del romanziere americano James M. Cain (Il postino suona sempre due volte) verrà presentata al Festival di Venezia nel corso di un evento Fuori Concorso il prossimo 2 settembre. La proiezione dell’intera serie televisiva, che prevede la ripartizione originale in cinque episodi di circa sessanta minuti ciascuno, sarà un omaggio della 68esima Mostra del cinema di Venezia al suo regista, il cineasta californiano Todd Haynes membro della giuria del concorso ufficiale.

Mildred Pierce (già ridotto per il grande schermo dal regista di Casablanca Michael Curtiz nel 1945) è già andata in onda da fine marzo sul canale televisivo via cavo HBO e si sviluppa nel corso di più anni, raccontando la vicenda di una donna sola, Mildred Pierce (Kate Winslet), con due figlie da crescere e che affronta la vita e ciò che le accade con rigore e lucidità,nella Los Angeles crudele della Grande Depressione. Costretta dall’indigenza a massacrarsi di lavoro in una caffetteria,  Mildred riuscirà ad emergere capovolgendo e riscattando così  la propria condizione sociale. Ma il suo successo economico non appianerà i conflitti interiori con la propria eccessiva moralità; i conflitti familiari con la figlia maggiore Veda (Evan Rachel Wood) e quelli sentimentali nelle relazioni pericolose con uomini sbagliati (il marito inetto/Brían F. O’Byrne e l’amante playboy). Nel cast della serie figurano anche il premio Oscar 2011 come miglior attrice non protagonista in The Fighter Melissa Leo, Guy Pearce e James LeGros (avvocato in Ally McBeal). La mini serie ha ricevuto innumerevoli candidature agli Emmy Awards 2011 in quasi ogni sua voce di produzione, dal regista, alla grande costumista cinematografica Ann Roth e naturalmente alla protagonista, l’inglese Winslet, che ha ottenuto una parte ambitissima dalle sue colleghe americane.

Il regista Todd Haynes, grande ritrattista di miti musicali come in Velvet Goldmine dedicato al glam di  David Bowie o Io non sono qui dedicato al folk di Bob Dylan, non è nuovo nella direzione di melodrammi retrò. La sua prima incursione nel cinema classico americano è del 2002 con Lontano dal paradiso, un film esplicitamente ispirato alle pellicole anni ’50 del maestro del genere Douglas Sirk.

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