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Brividi, voyeurismo, gemelli, maschere, immagini allo specchio… Brian De Palma, si presenta oggi in concorso al Festival di Venezia con Passion, un giallo dalle tinte erotiche che ricorda i suoi passati Vestito per uccidere o Blow Out, film che lo hanno fatto promuovere a indiscutibile re della suspense e a erede più prossimo di Hitchcock.
A sette anni da Redacted, il film sui soldati in Iraq che vinse allora il Leone d’argento, De Palma torna ai temi a lui più cari e si ripresenta al festival con un film che è l’estratto di tutta una poetica basata sul doppio e sull’immagine che riflette se stessa.
Un divertissement purissimo per il regista, che nella pellicola con protagoniste Noomi Rapace e Rachel McAdams mette in scena una lotta per il potere tra donne e il mistero su un omicidio. Dando vita a un giallo hitchcockiano in senso stretto, pur se pennellato di tutte le fissazioni di De Palma, dall’utilizzo di colori vivi per un noir alle musiche horror-oniriche di Pino Donaggio.

McAdams è la sexy e senza scrupoli Christine, che sfrutta le idee brillanti della sua ingenua collaboratrice Isabelle (Noomi Rapace), tra cui una geniale campagna virale per uno smartphone, che De Palma ha ripreso da un caso realmente esploso su YouTube (l’idea è quella di riprendere a loro insaputa le reazioni dei passanti alla vista del sedere di una ragazza molto bella che indossa jeans attillatissimi e che tiene lo smartphone in modalità videocamera nella tasca dei jeans). La coppia è inedita ma funziona alla grande. Tanto l’una è sicura, affascinante e abituata al lusso e al comando, quanto l’altra è insicura e ipersensibile. Il contrasto tra i due caratteri e il carattere diabolico della manager porteranno però presto allo sconto, specie quando Isabelle si farà sedurre da uno degli amanti di Christine, provocandone il risentimento dell’altra e il suo desiderio di vendetta. Le azioni che ne seguiranno saranno molto scorrette e provocheranno un forte squilibrio in Isabelle, che inizierà ad assumere dei sonniferi. Creando una sovrapposizione tra sonno e veglia che ribalta continuamente quello che sta accadendo. Una dimensione onirica che rende ancora più difficile risolvere il caso di omicidio e che smonta costantemente le nostre supposizioni su chi sia davvero l’assassino.

De Palma, nonostante l’età e pur avendo offerto al pubblico un film che non pensiamo muterà le sorti del festival, riconferma uno sguardo molto giovane, specie nella spregiudicatezza con cui si appropria degli strumenti e delle strategie di comunicazione contemporanei: smartphone e virali. Un vecchio leone dallo spirito giovane che mescolando giallo, erotismo, femmes fatali e aggiungendo al tutto una nota molto ironica ha fatto divertire la stampa in sala con due ore di cinema che renderebbero fiero il buon vecchio Hitch.

 

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