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L’anno scorso da queste parti, e di questi tempi, si rumoreggiava impettiti per protestare contro la pre-apertura della mostra, affidata alle parodie di Ezio Greggio e del suo Box Office 3D. A distanza di 12 mesi la situazione non è cambiata molto, ma molto meno, per ora, si rumoreggia.

Il film che ha aperto le proiezioni stampa in Laguna è infatti Shark 3D, un action movie californiano ambientato in un centro commerciale sotterraneo dove, in seguito a uno tsunami (non si capisce bene se il riferimento sia a quello tristemente celebre del Natale 2004), tra le corsie e i parcheggi allagati nuotano pure due ferocissimi squali bianchi. Scatta quindi il body count, con i sopravvissuti all’onda, intrappolati fra gli scaffali, impegnati a destreggiarsi tra cavi ad alto voltaggio e i feroci pescecani. Tra loro pure una coppia di rapinatori, colta dal disastro nel bel mezzo di una rapina. Alla fine, nonostante la dose generosa di corpi sventrati e arti troncati, si salvano in parecchi, decisamente più della media per il tipo di film.

Ebbene, c’è stato un tempo in cui un film di questo tipo sarebbe sembrato puntuale, se non altro per il ritorno della moda stereoscopica, ma a vederlo oggi – dopo che Piranha 3D (e 3DD) ha ormai eletto il genere “pesci assassini” a territorio principe della farsa gore – fa un certo effetto. Qua si prendono tutti sul serio, senza se e senza ma! Ladri con il codice d’onore, adolescenti con un trauma da esorcizzare, emo-teenager problematiche ma coraggiose, poliziotti in deficit affettivo con la prole: ogni cliché è pretesto per una sinfonia d’archi, per una pupilla sgranata, per una catarsi, per una dimostrazione d’eroismo. E per fortuna che c’è almeno il quarterback deficiente che dà il cane della fidanzata in pasto alla bestiaccia, a fare da interesse comico, o arrivare alla fine sarebbe stata dura.

Comunque, niente di male, non saremo noi a rumoreggiare insoddisfatti: il meglio e il peggio devono ancora venire. Per chi invece cerca esattamente questo, appuntamento in sala dal 5 settembre con gli occhialetti pronti sul naso.

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